Furti su commissione al polo logistico, 2 arresti e 15 denunciati

Furti su commissione al polo logistico, 2 arresti e 15 denunciati.

E’ questo l’esito dell’operazione messa a segno dai finanzieri del Comando Provinciale di Piacenza, nell’ambito di una complessa indagine di polizia giudiziaria delegata dalla Procura della Repubblica. Le Fiamme Gialle hanno scoperto una “pericolosa organizzazione criminale, ben strutturata, composta prevalentemente da cittadini di nazionalità straniera, dedita alla commissione di furti di prodotti hi-tech di valore destinati alla vendita, sottratti da un centro di distribuzione del polo logistico sito nel comune di Castel San Giovanni”, fa sapere il comando provinciale.

Una volta trafugata, la merce sarebbe finita direttamente nelle loro mani per fini personali oppure era destinata al mercato illecito transnazionale. Al termine dell’attività sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria complessivamente 17 persone, prevalentemente di origine straniera, due delle quali arrestate in flagranza di reato; tre dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata ai reati di furto aggravato, 13 di furto e ricettazione in concorso e una per incauto acquisto.

Le indagini sono scattate a seguito di alcune denunce presentate dagli stessi responsabili della sicurezza del polo logistico i quali, dopo essersi accorti di alcuni ammanchi all’interno dei magazzini, si sono rivolti alla Guardia di Finanza segnalando tali anomalie. Gli accertamenti, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Ornella Chicca e condotti dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria, sono durati alcuni mesi ed hanno portato alla scoperta di un’ingegnosa metodologia per far uscire dai magazzini il materiale rubato. Per eludere il sistema di sicurezza approntato dall’azienda, gli indagati – tra addetti allo stoccaggio/confezionamento e corrieri – avrebbero prelevato i prodotti sistemati nei magazzini, per poi impacchettarli e occultarli nei controsoffitti dei servizi igienici ubicati negli spogliatoi del personale dipendente e sottratti a ogni tipologia di controllo. Successivamente, servendosi di un cavo metallico, avrebbero recuperato il materiale trafugato facendolo scorrere sempre all’interno dei controsoffitti fino a recuperarlo, attraverso un apposito sfiatatoio, in un altro locale posto all’esterno della struttura, in attesa del momento propizio per agevolarne l’uscita”.

“Ciascuno dei membri dell’organizzazione – spiegano gli inquirenti – aveva compiti ben specifici sia all’interno che all’esterno dello stabilimento: da coloro che individuavano i beni da trafugare agli incaricati dell’asporto dai luoghi di stoccaggio; dai preposti al loro occultamento a quelli che fungevano da “palo” o vedetta per assicurare il buon esito dei furti; dagli addetti alla predisposizione delle “vie di passaggio” della refurtiva per le successive movimentazioni occulte verso l’esterno ai soggetti che provvedevano a recuperare i beni al di fuori della zona sorvegliata per allontanarsi rapidamente, facendo perdere le tracce”  Ulteriori vedette nascoste all’esterno dei magazzini avrebbero poi controllato l’area per favorire il trasporto dei beni rubati in luoghi sicuri ed alcuni esponenti della banda provvedevano a “piazzare” la merce vendendola attraverso paralleli canali illeciti.

In un paio di circostanze, due persone sarebbero finite nella ‘rete’ dei finanzieri che li hanno intercettati – simulando un posto di controllo – nelle immediate adiacenze del polo logistico mentre sarebbero stati intenti ad allontanarsi con la refurtiva appena trafugata nei magazzini del sito e occultata all’interno delle proprie auto. In entrambi i casi venivano rinvenuti e sequestrati articoli di elettronica, informatica, telefonia, fotocamere e audio hi-fi per un valore complessivo di circa 60.000 euro. I successivi sviluppi investigativi consentivano di accertare che altri prodotti telefonici, del valore di circa 40.000 euro, trafugati nello stabilimento di Castel San Giovanni e destinati al mercato illecito transnazionale, erano stati recuperati da altri reparti del Corpo.

“L’operazione testimonia l’impegno del Corpo a fronteggiare ogni forma di criminalità a tutela della legalità, dei cittadini onesti, imprese e professionisti rispettosi delle regole” – conclude il comando provinciale.

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