La vita e le opere di Antonello da Messina diventano teatro. Emozioni tra letture, canti e musiche antiche

Ha saputo ancora una volta regalare emozioni Mino Manni, protagonista a Palazzo Galli della nona giornata degli eventi in streaming collegati all’Ostensione dell’Ecce Homo organizzata dalla Banca di Piacenza.

Dovendo questa volta superare una difficoltà in più, non avendo il pubblico in sala bensì collegato in diretta streaming. Pubblico che ha comunque avuto modo di apprezzare i passi dedicati alla vita e alle opere di Antonello da Messina, magistralmente letti dall’attore piacentino in un’atmosfera resa ancor più suggestiva dalle musiche di Claudio Monterverdi, interpretate dal violino di Alessia Rosini e dal violoncello di Elena Castagnola, che ha anche impreziosito la serata con canti (sia sacri che profani) cinquecenteschi.

Il reading si è aperto con il passaggio del Vangelo che vede protagonista Pilato che interroga Gesù pronunciando poi la famosa frase “Ecce Homo”, Ecco l’uomo. Ed è proseguito con la descrizione e la storia del dipinto dell’Opera Pia Alberoni esposto a Palazzo Galli fino all’8 dicembre citando, tra gli altri, i giudizi di Vittorio Sgarbi («Il cristo di Antonello è più uomo che Dio») e quelli di Giorgio Vasari: nelle sue “Vite” (1568) spiega come si arrivò a scoprire la tecnica della pittura a olio, che soppiantò le tempere e che conquistò il pittore messinese, tanto da spingerlo a recarsi nelle Fiandre per carpirne i segreti e riportarli in Italia, in particolare a Venezia, dove Antonello conobbe il periodo migliore della sua produzione artistica. Toccanti alcuni passi di Leonardo Sciascia, dove si descrivono “La Madonna dell’Annunziata” di Palermo e un autoritratto conservato al museo di Cefalù. Lo scrittore fa capire il rapporto inalienabile tra l’artista e il territorio natìo, raccontando l’essere siciliano di Antonello. Con i brani di Giovanni Testori si è esaminato, invece, il volto di Cristo, dove dolore e speranza, sofferenza e pace sono elementi inseparabili.

In apertura, il presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani ha portato i saluti della Banca ai numerosi spettatori collegati in streaming, sottolineando come l’attuale viaggio dell’Ecce Homo piacentino sia stato il terzo compiuto dal Collegio Alberoni in centro città: i precedenti – nel 1902 e nel 1926 – furono in occasione della prima e seconda Mostra dell’arte sacra. «Nel ’26 – ha ricordato il presidente Sforza – l’Ecce Homo fu esposto a Palazzo Gotico, ma anche allora in circostanze sfortunate: la città era stata colpita da un’alluvione e la popolazione era distratta dai disagi che stava subendo. Oggi il suo arrivo in città è stato penalizzato dall’evento pandemico, dal quale speriamo si possa uscire al più presto. Questo non ha però impedito all’iniziativa di portare Piacenza alla ribalta dei maggiori giornali e delle più importanti riviste nazionali, dando modo alla Banca di conservare una caratteristica che la conferma vicino alla gente, quella di promotrice di cultura, una peculiarità che molte altre banche hanno perso».

Il 6 dicembre decima giornata degli eventi in streaming con la presentazione, alle 18 a Palazzo Galli, del volume di Alessandro Malinverni “Hecce Homo” (edizioni Tep): l’autore illustrerà il libro in dialogo con Robert Gionelli. Per seguire la diretta occorre collegarsi al sito della Banca all’indirizzo www.bancadipiacenza.it.

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