Le Rubriche di PiacenzaSera - UniCatt

Progetto MyMentor, il professor Zamagni “Siate la bussola dei vostri studenti”

Il professor Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, è stato ospite dell’ultimo incontro promosso dall’università Cattolica di Piacenza, nell’ambito del progetto MyMentor, alla presenza dei presidi di facoltà Anna Maria Fellegara e Marco Trevisan.

Intervistato da Max Maria Traversone, del comitato scientifico di progetto, Zamagni ha parlato di università e formazione, sottolineando la necessità di investire maggiormente in Italia. “In tutti i centri di ricerca più qualificati a livello mondiale c’è sempre un italiano, ora possiamo noi continuare permetterci il lusso di investire sul nostro capitale umano per creare vantaggi per gli altri? Va bene essere generosi, ma fessi no” – ha detto il professore. Rispondendo invece alla domanda iniziale, posta come titolo dell’incontro, ossia “How to be a great mentor”, Zamagni osserva che “dobbiamo aiutare i giovare a decidere, essere la loro bussola e dare loro l’orientamento”.

“C’è differenza tra un problema di scelta e uno di decisione. Il primo comporta l’operare una selezione tra alternative di cui conosce le caratteristiche – dice il professor Zamagni – e qui è sufficiente il criterio di razionalità. Decidere invece è operare una selezione tra alternative di cui non si conoscono le caratteristiche. Ecco, i giovani di oggi sono bravissimi a scegliere, ma sono un disastro nel decidere. Sono indecisi. Ecco qual è la funzione della menthorship oggi: aiutarli a decidere perché per farlo serve una bussola che dà l’orientamento. Questo non vuol dire sostituirsi al giovane, ma affiancarlo, evitando atteggiamenti paternalistici, ma lasciandolo libero”.

Zamagni ha commentato anche il recente evento “The Economy of Francesco”, che ha visto uniti 2mila giovani under 35 nel promuovere un nuovo modello di economia: “I mercati possono funzionare bene anche senza democrazia, ma la democrazia non può funzionare senza un mercato adeguato. I mercati di oggi non sono più adeguati nel garantire una reale democrazia, si sono snaturati. Riportiamoli invece alla loro funzione naturale, che è il conseguimento dei beni comuni. Ai cinesi può non importare, ma a noi sì. La diminuzione del reddito è importante, ma mai quanto la perdita della libertà. E’ l’ultimo ed estremo baluardo a difesa della democrazia. Lo aveva già detto Albert Gallatin, ministro di Thomas Jefferson, nel 1795: “questa democrazia non potrà durare a lungo se la democrazia in politica non è sostenuta a democrazia in economia”. Se tu non garantisci dei mercati trasparenti è chiaro che, prima o poi, il potere di concentrazione di tipo oligopolistico toglie spazio all’agire politico, e la libertà e la democrazia vanno a farsi benedire”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.