Ricorso facchini, il tribunale di Piacenza accoglie le istanze di Usb

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La nota stampa Usb lavoro privato settore logistica. Dopo la sentenza della corte di appello di Bologna, e le proteste messe in atto a Montale, ora arriva il pronunciamento del giudice del lavoro del tribunale di Piacenza che dispone il reintegro dei facchini licenziati. 

È stato accolto positivamente dal giudice del Tribunale piacentino il ricorso urgente ai sensi dell’art. 700 c.p.c. promosso dall’ufficio legale di Usb per contrastare il tentativo estremo di Gls e del suo appaltatore Natana Doc di non sottostare alla precedente sentenza della Corte d’Appello bolognese che sanciva il reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati per i loro scioperi a difesa della sicurezza sul lavoro.

Dopo la prima vittoria legale che metteva al sicuro dall’attacco al diritto di sciopero, ora questa dà un duro colpo al sistema malato degli appalti, un marchingegno nel quale i “committenti” ossia i padroni delle attività si nascondono dietro gli “appaltatori e subappaltatori” ossia i fornitori di servizi per aggirare responsabilità, risparmiare sui costi, lasciare i lavoratori in una perenne condizione di precarietà. Vuoi evitare il rispetto di norme, sentenze, contratti? Basta che la coop o la società appaltatrice di turno sparisca o fallisca e il gioco è fatto: chi ha responsabilità reali se ne può lavare le mani.

La lezione che tutto il movimento dei lavoratori deve trarre da questa vicenda è che la lotta paga, che bisogna resistere, resistere, resistere, che l’art 18 va reintrodotto, che il sistema degli appalti va smantellato. Questa lezione è per Usb un impegno, che assume e porta avanti nel medesimo giorno in cui i suoi iscritti bloccano le produzioni dal sud al nord Italia (nelle filiali SDA come contro i grandi consorzi logistici della Lombardia) per il rispetto dei diritti e della dignità nel lavoro.

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