Rischio monossido di carbonio, dal Siiet una brochure ricca di consigli

Sul sito del Siiet (Società italiana degli infermieri dell’emergenza territoriale) è stato pubblicato un approfondimento sul monossido di carbonio (CO), un gas velenoso che se inalato si lega con l’emoglobina (una proteina presente a livello dei globuli rossi e deputata al trasporto dell’ossigeno), formando la carbossiemoglobina (COHb), che può condurre la vittima di intossicazione anche alla morte.

Un tema recentemente tornato alla ribalta con il freddo. Anche nel piacentino abbiamo dato conto di alcuni eventi che hanno visto protagonista il CO, un episodio verificatosi nella notte del 21 novembre a Caorso, con una famiglia condotta in ospedale e sottoposta a ossigenoterapia, e un più recente episodio avvenuto nel tardo pomeriggio del 21 dicembre a Piacenza, anche in questo frangente un intero nucleo familiare è stato trasferito all’ospedale di Fidenza, in camera iperbarica. Il monossido di carbonio, infatti, si produce per combustione incompleta di qualsiasi materiale organico, in presenza di scarso contenuto di ossigeno nell’ambiente: se non opportunamente ventilate, le caldaie o i le stufe possono provocare il rilascio di questo gas tossico.

“Con l’arrivo della stagione invernale torna a concretizzarsi il pericolo delle intossicazioni da monossido di carbonio – spiega l’infermiere Enrico Lucenti, responsabile del Comitato Scientifico di Siiet e professionista che lavora al 118 di Piacenza – Il nocciolo della questione è nel fatto che tutte le persone presenti all’interno di un ambiente chiuso, dove si sprigiona la fuoriuscita di monossido di carbonio, rimangono vittime di intossicazione e necessitano di essere sottoposte a opportune terapie ospedaliere. Inoltre, se chi è presente in quel contesto abitativo non si accorge per tempo della gravità della situazione in essere, si può arrivare ad avere dei propri drammi familiari, rendendo vani i soccorsi, con la morte che arriva inesorabilmente”.

“Nella maggioranza dei casi le persone non si rendono conto di quanto sia subdolo questo nemico invisibile: un gas tossico, incolore, inodore, insapore e non irritante; per queste caratteristiche può essere inalato in modo impercettibile e rappresenta un’importante causa di morte da avvelenamento – prosegue Lucenti -. Per questo la Siiet sta promuovendo una campagna informativa rivolta ai cittadini e atta a incentivare una maggiore consapevolezza del problema, e dei rischi, ad esso connessi. Richiamando delle semplici norme e regole che servono a ridurre il rischio: dalla corretta manutenzione dell’impianto di riscaldamento, che sia garantita un’adeguata aspirazione ambientale se si utilizzano radiatori portatili a cherosene e a gas, fino all’installazione di un sensore in grado di rilevare la presenza di monossido di carbonio”.

“Con i colleghi Yari Barnanino, Walter De Luca, Alessandro Russo e Marco Forni abbiamo realizzato questa brochure, liberamente e gratuitamente scaricabile –  illustra Lucenti – nella quale è possibile trovare i principali segni e i sintomi riconducibili ad una probabile intossicazione da monossido di carbonio, quali sono gli interventi di prevenzione che è opportuno mettere in atto e, in caso di sospetta intossicazione, come ci si deve comportare: dall’importanza di spalancare le finestre a quella di allertare i soccorsi fornendo opportune indicazioni anche a tutela degli operatori”.

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