“Aiutatemi, un mio parente spaccia e sta rovinando la famiglia”, la denuncia fa partire l’indagine foto

“Aiutatemi, un mio parente spaccia e sta rovinando la famiglia”.

Da questa denuncia-sfogo è partita l’indagine dei carabinieri del nucleo operativo di Bobbio, coordinata dalla Procura, che ha portato, nell’arco di un anno e mezzo, all’arresto di 14 persone in flagranza di reato e a altre 17 misure cautelari, tra cui altri 8 arresti. L’operazione – chiamata Dirham dal nome della moneta marocchina – ha consentito così di sgominare un imponente giro di spaccio di droga pesante e non, con oltre 3 mila cessioni e un centinaio di clienti. Gli spacciatori – in maggior parte di origine marocchina e 4 italiani – si rifornivano nel pavese, ‘piazza’ dove lo stupefacente veniva venduto a prezzi migliori. I militari hanno sequestrato oltre un chilo e mezzo di stupefacenti, oltre a telefoni cellulari e smartwatch.

I dettagli dell’operazione sono stati forniti dal procuratore di Piacenza Grazia Pradella e dal sostituto procuratore Antonio Colonna, insieme al comandante provinciale dell’Arma Paolo Abrate, il comandante della compagnia dei carabinieri di Bobbio Antonino Barbera, Giovanni Oddonin, comandante Norm della compagnia di Bobbio.

Conferenza carabinieri

LA NOTA STAMPA – Alle prime luci dell’8 gennaio 2021, nelle province di Piacenza, Milano e Biella, i Carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza e della Compagnia di Bobbio, con l’ausilio dei Comandi Provinciali competenti per territorio, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Piacenza a seguito di richiesta della Procura della Repubblica.

L’ordinanza giunge al termine di una complessa indagine iniziata nel 2019 e svolta dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Bobbio nel mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti, sia con modalità tradizionali, ossia servizi di pedinamento e controllo, perquisizioni e sequestri, assunzione di molteplici sommarie informazioni da persone informate sui fatti, sia con attività di intercettazione di dialoghi anche finalizzati allo smercio di diverse sostanze stupefacenti, hashish, cocaina ed eroina, che ha portato alla denuncia di molteplici soggetti ed all’accertamento di molte centinaia di atti di spaccio.

Gli spacciatori utilizzavano la moneta marocchina quale unità di riferimento per indicare la quantità di stupefacente da acquistare o cedere, da cui la denominazione “Dirham” data all’indagine medesima. Gli accertamenti effettuati hanno permesso individuare alcuni gruppi di spacciatori marocchini e italiani, che si rifornivano di considerevoli quantità di stupefacente dall’hinterland milanese, pavese e bergamasco, per poi cederlo, sempre in diversi contesti territoriali, soprattutto la provincia di Pavia e Piacenza, a soggetti che a loro volta lo distribuivano a molteplici assuntori. In particolare nel corso delle attività, ed a riscontro degli assunti investigativi, sono stati effettuati ben 14 arresti in flagranza e 3 denunce di spacciatori e sono stati sequestrati ben 1.274 grammi di hashish, 115 grammi di cocaina, 111 grammi di marijuana e 30 gr. di eroina.

L’accuratezza dell’indagine, vagliata dalla Procura, ha consentito al Giudice per le Indagini Preliminari di disporre ben 17 misure cautelari nei confronti di quattro cittadini italiani e tredici cittadini stranieri, segnatamente 8 custodie cautelari in carcere, 5 arresti domiciliari, 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e 2 divieti di dimora nella provincia di Piacenza. Durante l’esecuzione dell’ordinanza, che ha visto l’intervento di oltre 60 militari dell’Arma, uno di questi soggetti è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, determinando il suo arresto in flagranza di reato, è sono stati altresì sequestrati, 7 smartwatch, 7 telefoni cellulari e 30 auricolari bluetooth di cui sono in corso accertamenti volti a verificarne la legittima provenienza.

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