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L’appello dei Comuni di confine “Consentire lo spostamento tra Regioni, stiamo vivendo un dramma”

“Consentire gli spostamenti tra i territori al confine di due Regioni differenti”. La richiesta arriva da Luca Quintavalla, sindaco di Castelvetro Piacentino, che si fa portatore di un’istanza che nella nostra provincia ha visto aderire 17 comuni: oltre a Castelvetro, Piacenza, Alta Valtidone, Bobbio, Calendasco, Caorso, Castelsangiovanni, Cerignale, Cortebrugnatella, Ferriere, Monticelli, Ottone, Rottofreno, Sarmato, Villanova, Zerba, Ziano.

Sulla questione, Quintavalla ha presentato un ordine del giorno in occasione del consiglio provinciale svoltosi in forma virtuale (RIGUARDALO QUI) nella mattinata del 28 gennaio. “Si tratta di un problema vitale per il mio territorio e per quelli che vivono la medesima situazione – ha sottolineato -. Penso in particolare alle difficoltà di quelle persone che hanno i familiari a pochi chilometri di distanza, ma in un’altra Regione; o alle tante attività economiche che non lavorano perché l’80 % della clientela solitamente proviene dalla Lombardia. Stiamo vivendo un dramma, in tanti hanno chiuso o rischiano di chiudere”.

Da qui una doppia proposta, sposata all’unanimità dagli intervenuti alla seduta, da far arrivare sui tavoli regionali e governativi. “Chiedo – ha detto Quintavalla – al consiglio provinciale e al presidente Barbieri di farsi portavoce di queste istanze presso l’Unione Province Italiane; mentre come sindaci ci rivolgeremo all’Anci. Nel concreto – ha spiegato – la mia richiesta riguarda in primis la possibilità di permettere gli spostamenti delle persone entro un limitato raggio chilometrico, oppure da e verso Comuni confinanti, indipendentemente dalla Regione di appartenenza e dalla dimensione dei Comuni, eventualmente previo accordo tra i Comuni medesimi e con la supervisione delle Prefetture competenti. Il Dpcm – ha ricordato – già prevede lo spostamento tra territori confinanti nel raggio di 30 chilometri, però pone due limiti: sono ammessi spostamenti solo tra i Comuni sotto i 5mila abitanti e la seconda condizione è che non sono consentiti spostamenti tra città capoluogo”.

In secondo istanza, Quintavalla ha avanzato la necessità di “far pervenire agevolazioni fiscali e ristori per le attività economiche “di confine” più colpite. Aiuti – ha specificato – che dovrebbero essere erogati non sulla base di ragionamenti relativi a codici Ateco o sul fatto che un negozio sia aperto o chiuso, ma piuttosto focalizzando l’attenzione sulle perdite di fatturato dei commercianti”.

Il testo dell’ordine del giorno, con le due proposte di Quintavalla, su suggerimento del presidente della Provincia Barbieri è stato emendato, quindi approvato all’unanimità, con due piccole correzioni: la prima relativa alla “necessità di coinvolgere negli accordi non solo i Comuni, ma anche le Regioni interessate (non menzionate da Quintavalla, ndr) e l’altra al fatto che ogni decisione debba essere valutata alla luce dell’andamento epidemiologico dei territori interessati”.

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