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Medaglie d’onore a cinque piacentini deportati nei lager nazisti foto

Nel rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di contenimento della diffusione del Covid 19, si è svolta in due distinti momenti la consegna delle medaglie d’onore riconosciute ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.

Nella mattinata presso il Comune di Lugagnano Val d’Arda, il Prefetto Daniela Lupo, alla presenza del Magg. Gen. Sergio Santamaria, Comandante Polo Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, del Sindaco Antonio Vincini e del Comandante della locale Stazione Carabinieri ha proceduto, durante una breve quanto sentita cerimonia alla consegna della medaglia al superstite Bruno Silva, militare deportato dall’8 settembre 1943 e internato a Hidelsheim.

Nel pomeriggio, in Prefettura, sulle note di sottofondo delle celebri colonne sonore dei film “La vita è bella”, “Schindler’s List” e “Il bambino con il pigiama a righe” sono state consegnate le medaglie concesse alla memoria di Ido Cassinelli, militare deportato dal 08/09/1943 al 01/08/1945 e internato nel Campo VI C di Meppen – Germania; Osvaldo Galli, militare deportato dal 13/09/1943 al 01/03/1945 e internato a Marienburg, Forbach; Giovanni Sivelli, militare internato in Stalag IV B; Renzo Villaggi, militare deportato dal 08/09/1943 al 10/05/1945 e internato a Hannover.

Alla cerimonia hanno partecipato il Magg. Gen. Santamaria, i Sindaci dei Comuni di Piacenza, Cadeo, Gragnano Trebbiense, Monticelli d’Ongina e Rivergaro, i vertici delle Forze dell’Ordine e una rappresentanza della Consulta provinciale degli studenti. Al termine della consegna il rappresentante della Consulta degli Studenti con forte sentimento ha ringraziato per avere consentito di partecipare alla cerimonia affermando che “quando si costruisce il futuro visto che riguarda direttamente i giovani è giusto che nel loro piccolo siano già partecipi della sua costruzione”.

“I momenti della consegna – evidenzia la Prefettura -, pur essendosi svolti in maniera assolutamente ristretta, sono stati ricchi dell’emozione della memoria che si tramanda grazie alla forza dei sopravvissuti e dei loro parenti e testimonia l’inaccettabilità e il rifiuto di ogni forma di discriminazione, razzismo violenza e odio”.

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