“Quante volte si è riunito a Piacenza il tavolo della scuola? Enti e istituzioni si assumano responsabilità”

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La nota stampa del Pd di Piacenza e della Conferenza Donne Piacenza

Le scuole superiori vanno aperte non perché lo impone il TAR in risposta ad un ricorso di genitori, vanno riaperte perché è necessario e possibile continuare a garantire il diritto allo studio e al sapere a migliaia di giovani che stanno pagando lo scotto delle strumentalizzazioni politiche. Va riconosciuto  il valore dei tanti, insegnanti e studenti che, tra mille difficoltà, si sono impegnati a fare funzionare la scuola  a distanza, assicurando il diritto allo studio pur in una situazione di estrema difficoltà. La DAD, pur sviluppata per necessità, rappresenta una modalità sperimentale che potrà essere utile all’intero sistema dell’apprendimento. In questo contesto è necessario riconoscere il  diritto ad accedere alle scuole come luoghi di studio e formazione dei giovani.

Per questo è necessario un Piano di vaccinazioni per tutti: studenti, insegnanti, personale ATA. Così come è indispensabile un patto di responsabilità tra  studenti, famiglie, istituzioni sul tema degli assembramenti all’ingresso e all’uscita dei plessi scolastici. Le istituzioni locali e le rappresentanze del Governo nel territorio non possono sentirsi esonerate da un ruolo proattivo che, a livello provinciale, contribuisca a riprendere la frequenza scolastica in sicurezza. Così come è stato possibile per le scuole medie ed elementari non si capisce perché non possa essere possibile anche per le scuole superiori, che peraltro, non sono chiuse ma aperte alla frequentazione dei docenti e del personale ATA.

Già dalla primavera scorsa era arrivato dal Governo e dalle Regioni l’invito a comporre Patti Territoriali destinati ad organizzare trasporti, ingressi, uscite. A parte un incontro in Prefettura incentrato soprattutto sul tema trasporti, quante altre volte il Tavolo, se costituito, è stato riunito? Si sono persi mesi preziosi in uno scaricabarile di responsabilità. La politica e le istituzioni tornino a ricoprire quel ruolo di responsabilità che compete loro, anche a livello locale, senza nascondersi reciprocamente, dietro il rimpallo di competenze.

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