La Fondazione e il voto palese dei sindaci. “No al voto palese, garantire la riservatezza”

No al voto palese nella scelta dei candidati per il nuovo consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

La richiesta arriva dal sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta, alla vigilia della votazione (domani 14 gennaio alle 11, in presenza o via mail) che vedrà coinvolti i comuni della Provincia di Piacenza, ad eccezione del capoluogo, per stabilire una coppia di candidati da cui uscirà uno dei 15 nuovi componenti del consiglio dell’Ente di via Sant’Eufemia.

Una posizione, questa, condivisa in modo trasversale dai sindaci del territorio al di là dello schieramento politico che si sono trovati spiazzati dal cambiamento delle modalità di voto rispetto alla tornata precedente. Agli amministratori è stato spiegato che, in realtà, quello che saranno chiamati ad esprimere non è un voto vero e proprio, quanto piuttosto ‘un’indicazione di candidatura’ e che, in quanto tale, non necessita di segretezza.

E’ quanto prevede la modifica allo statuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ratificata dal Mef nel maggio 2019, probabilmente sfuggita ai sindaci impegnati nell’ultimo anno a fronteggiare la pandemia.

Ma voto o ‘indicazione di candidatura’, poco cambia, perché si tratta ugualmente di esprimere una preferenza.

“Questa forma di espressione di voto – scrive Gabriele Girometta in una nota inviata al presidente uscente Massimo Toscani e agli organi di informazione locale – avrebbe senso solo in caso di accordo tra tutti gli aventi diritto, su una sola coppia di nomi che a quel punto sarebbe acclamata. In caso di molteplici candidature – aggiunge – chiedo che si proceda con la votazione in forma a scrutinio segreto, metodologia peraltro già utilizzata in precedenti occasioni elettive della Fondazione stessa”.

“Tutelare la segretezza del voto – sottolinea il primo cittadino -, oltre ad essere una norma generale di diritto comune, è una garanzia di libertà, di indipendenza e di tutela sia di chi esprime il voto, sia dei candidati alla designazione. Se tutto ciò non avvenisse – avverte -, riterrei di non partecipare al voto per evitare di andare contro gli ideali che da sempre mi caratterizzano sia come uomo che come sindaco, riservandomi di segnalare questa, che per me sarebbe un’anomalia, agli opportuni organi di controllo”.

“Quello previsto dalla modifica allo statuto è un tecnicismo: tra l’altro abbiamo saputo che dovremo indicare i nominativi su fogli in cui verrà riportato anche il Comune di appartenenza, in pratica – dice Patrizia Calza, sindaco di Gragnano, da noi raggiunta al telefono – è un voto palese. Quando si tratta di esprimere una preferenza, rispetto a una persona piuttosto che un altra, dovrebbe essere garantita la riservatezza”.

“E’ una posizione che condividiamo, tra sindaci, in maniera trasversale – continua Calza – stiamo per questo motivo lavorando per trovare una soluzione alternativa che ci consenta di esprimere in nostri rappresentanti”.

Anche Raffaele Veneziani (Rottofreno) lascia intendere che i sindaci stiano cercando di trovare una soluzione condivisa che eviti il meccanismo una ‘conta’. “E’ inelegante essere costretti ad indicare chi si preferisce tra un gruppo di persone tutte ugualmente meritevoli – commenta -, spiace a chi è costretto a farlo e non è piacevole neppure per chi verrà scelto”.

“Stiamo quindi cercando un modo per modificare questa modalità di voto o per raggiungere un’unità tra i sindaci. Quello che il covid ci ha insegnato in questi mesi – osserva – è l’importanza di lavorare insieme al di là delle differenze e delle posizioni preconcette. Ed è una lezione che abbiamo imparato molto bene”.

“La novità introdotta dalla modifica allo statuto è stata spiazzante per noi, ma non voglio rinunciare alla possibilità di votare – anticipa Franco Albertini, primo cittadino del Comune di Alta Valtidone – fermo restando che tutti i candidati in campo sono ugualmente di alto profilo. Il mio auspicio è che il rinnovato consiglio della Fondazione veda al suo interno profili all’altezza del ruolo che saranno chiamati a svolgere, indipendentemente dall’appartenenza politica, e di mettere in campo tutti gli interventi necessari per sostenere il nostro territorio”.

 

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