Tar, da lunedì superiori in aula al 50%. “Sentenze contradditorie, ma noi siamo pronti”

“Le sentenze si rispettano. Da lunedì 18 gennaio riprenderà la didattica in presenza al 50% per le scuole superiori, non possiamo far restare le famiglie e i ragazzi nell’incertezza rispetto a quello che si possa e non si possa fare”.

Così il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini in conferenza stampa, insieme agli assessori Andrea Corsini e Paola Salomoni, in seguito alla sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha bocciato con la quale lo stesso Bonaccini aveva disposto la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori fino al 23 gennaio 2021. “Da un punto di vista organizzativo, la nostra Regione era già pronta a partire dal 7 gennaio, grazie alla collaborazione con sindaci e prefetture. Il Governo però ha disposto nuove misure, ancora più restrittive, per monitorare il contagio. Così come la situazione dei contagi è in aumento. Se abbiamo deciso di prorogare la chiusura delle scuole è stato proprio sulla scorta di questi indicatori in peggioramento. Era una precauzione – sottolinea Bonaccini – perché se la situazione non migliora rischiamo nuove chiusure”.

La decisione è stata assunta dopo il confronto con i sindaci dei comuni capoluogo e presidenti di Provincia e di concerto con le prefetture. E’ già stato disposto il potenziamento dei trasporti pubblici, con 550 mezzi in più e ingressi scaglionati con orari differenziati per le scuole. Tra le novità anche il potenziamento dei tamponi rapidi in farmacia per studenti e loro familiari: sarà possibile eseguire il test ogni due settimane anziché una volta mese.

“I dati epidemiologici danno ragione a noi, ma le sentenze si rispettano – ha detto Bonaccini -. Faccio però una considerazione: abbiamo Regioni in zona gialla che hanno chiuso le elementari, con il Tar che ha dato loro ragione, così come Regioni arancioni, che decidono di chiudere le superiori, il Tar decide invece di dar loro torto. E’ difficile spiegare questo alle famiglie e faccio fatica a capirlo anche io e infatti ho segnalato il problema al Governo: non possiamo affidare ai tribunali amministrativi l’apertura o la chiusura delle scuole, con sentenze anche contraddittorie. Faccio l’esempio della Lombardia: anche qui il Tar ha sospeso l’ordinanza che prorogava la dad per le superiori. Se andrà in zona rossa, però, non solo resterà sospesa la didattica in presenza ma questa limitazione verrà estesa anche alla seconda e terza media. Questo senza evitare di trasformare la scuola in terreno di battaglia politica”.

“Da un punto di vista organizzativo, la nostra Regione era già pronta a partire dal 7 gennaio, grazie alla collaborazione con sindaci e prefetture. Il Governo però ha disposto nuove misure, ancora più restrittive, per monitorare il contagio. Così come la situazione dei contagi è in aumento. Se abbiamo deciso di prorogare la chiusura delle scuole è stato proprio sulla scorta di questi indicatori in peggioramento”.

5STELLE: NON C’ERA BISOGNO DEL TAR PER LA RIAPERTURA – “Ci fa molto piacere sapere che il Presidente Bonaccini rispetti la sentenza. Prendiamo atto che sia tutto pronto per la ripartenza, che poteva dunque verificarsi senza che intervenisse il TAR, che afferma che un’ordinanza “non può spingersi al punto tale da sacrificare in toto altri interessi costituzionalmente protetti”. Le linee di indirizzo date dal ministero sono chiare per le zone gialle e arancioni, con le superiori in classe con almeno il 50% e massimo il 75% degli studenti.  Dunque auguriamo buon rientro a tutti i nostri studenti”. Così in una nota congiunta i parlamentari M5S eletti in Emilia-Romagna.

TAGLIAFERRI (FDI) “ADESSO LA REGIONE CHE FA?” – “Il Tar ha bocciato Stefano Bonaccini e la sua idea di tenere le scuole chiuse all’infinito perché la Regione non è capace di gestire il trasporto pubblico. E adesso la Regione cosa fa? Siamo pronti a riaprire in sicurezza le aule e a garantire la sicurezza sui bus? E’ da luglio che chiediamo spiegazioni alla Giunta, ma solo silenzio. Ora servono fatti”. Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia.

LA NOTA DELLA REGIONE – Da lunedì 18 gennaio le scuole superiori dell’Emilia-Romagna riprenderanno le lezioni in presenza al 50%. La Regione è pronta, come lo era già dal 7 gennaio, quando però l’andamento epidemiologico aveva spinto la Giunta a rinviare l’avvio della didattica in aula nelle scuole secondarie di secondo grado, garantendo comunque la regolare ripartenza per materne, elementari e medie.

Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa il presidente Stefano Bonaccini, con gli assessori Paola Salomoni (Scuola) e Andrea Corsini (Trasporti), dopo il pronunciamento del Tar regionale e la relativa sospensione dell’ordinanza regionale che, appunto per motivi di sicurezza sanitaria, rinviava al 25 gennaio l’avvio della didattica in aula per gli istituti superiori, decisione peraltro presa da tutti i presidenti delle Regioni in zona arancione e da gran parte di quelli in zona gialla.

“Le sentenze si rispettano, siamo abituati così, pertanto lunedì siamo pronti a partire – ha affermato Bonaccini -. Non ci sono problemi a farlo in così poco tempo, a dimostrazione che la nostra decisione era motivata dall’andamento epidemiologico e non da difficoltà organizzative, che non esistono nemmeno ora. Avevamo lavorato per tempo, assieme a Comuni e Province, Ufficio scolastico regionale, sindacati, Aziende di trasporto pubblico locale e Prefetture, per mettere a punto un piano regionale condiviso, basato sul potenziamento dei trasporti – oltre 550 bus aggiuntivi: 350 già in strada da settembre più altri 200 adesso, per un investimento della Regione di oltre 23 milioni di euro – e orari d’ingresso scaglionati lì dove serva, d’intesa con le scuole e le comunità locali. Quel piano c’era e c’è, quindi non abbiamo nulla da improvvisare”.

L’Emilia-Romagna, peraltro, è stata la prima in Italia ad avviare una campagna massiccia a favore della sicurezza della scuola, da ottobre con test sierologici e adesso con i tamponi rapidi gratuiti direttamente in farmacia per tutto il personale scolastico, studenti, famigliari e nonni anche non conviventi. Che potranno essere fatti non più ogni 30, ma addirittura ogni 15 giorni. “Un provvedimento – ha annunciato Bonaccini – che adesso vogliamo rafforzare: renderemo infatti ripetibili i tamponi rapidi ogni due settimane. Non solo, perché abbiamo proposto al Governo che venga inserito il personale scolastico fra le categorie professionali più esposte a cui fare il vaccino anti-Covid al più presto”.

I dati sull’andamento epidemiologico, del resto, sono in peggioramento non solo in Emilia-Romagna, dove il nuovo Rt regionale settimanale oggi è di 1,15 rispetto a 1,05 della settimana scorsa, ma in tutto il Paese. “A dimostrazione – ha aggiunto il presidente – che c’è un problema rilevante di tipo sanitario. Tanto è vero che anche il Governo ha ultimamente inasprito i criteri e le soglie per cui si passa in zona arancione e in zona rossa. Quando ho assunto la mia ordinanza era addirittura in discussione un criterio che ci avrebbe portato direttamente al rosso, con conseguenza diretta di mettere in didattica a distanza anche la seconda e la terza classe delle scuole medie. Il rischio non è comunque scongiurato”.

Bonaccini ha anche ricordato di avere riunito sia ieri sia oggi i sindaci, per valutare i nuovi dati e il pronunciamento del Tar. “Ho raccolto da loro le stesse mie preoccupazioni, ma allo stesso modo condividiamo l’idea che le sentenze si rispettano e quindi tutti noi, loro compresi, lavoriamo perché da lunedì 18 possano riprendere le lezioni in presenza alle superiori. In tutta onestà, non prevedevo che il Tar avrebbe annullato un provvedimento di carattere prettamente sanitario, assunto cioè per salvare la vita delle persone, soprattutto di fronte al peggioramento sia del quadro nazionale, sia di quello regionale”.

Il presidente ha infine sottolineato la necessità, per alunni e genitori, di avere chiarezza: “Perché se abbiamo regioni che in zona gialla hanno addirittura chiuso le elementari e altre in zona arancione che sono chiamate a ripartire in presenza con le superiori, in forza di sentenze dei Tribunali amministrativi, una diversa dall’altra, credo che icittadini facciano fatica a capire. Questo è un problema che avevo segnalato al Governo, l’ho fatto ancora ieri, perché ritengo incomprensibile come si possa affidare a singole ordinanze regionali e ad altrettante singole sentenze dei Tar regionali la soluzione della questione scuola, così cruciale per il Paese. Noi ci siamo assunti la nostra responsabilità, adesso tocca al Governo. Le Regioni che rischiano addirittura di entrare in zona rossa devono adottare provvedimenti restrittivi o riaprire?”.

Infine, da parte del presidente e degli assessori è stata espressa l’assoluta condivisione per la preoccupazione di famiglie e studenti: “Comprendiamo benissimo le loro ragioni e l’ultima cosa che vogliamo in questo momento così drammatico- ha concluso Bonaccini – è che la scuola diventi un campo di battaglia e di scontro. Per primi ci siamo battuti per la riapertura delle scuole al termine del lockdown e l’Emilia-Romagna fu la Regione che definì per prima le linee guida, poi adottate dal Governo per farle ripartire in sicurezza in tutto il Paese. Riportare ragazze e ragazzi in aula è un obiettivo comune, di tutti noi, e per questo continueremo a batterci fino all’ultimo”

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