Il 118 di Piacenza ha perso il suo sorriso, addio all’infermiera Antonella Bego

La notizia della scomparsa di Antonella Bego, infermiera del 118 di Piacenza, è arrivata come un fulmine a ciel sereno tra le mura dell’Ospedale di Piacenza.

Antonella da oltre 30 anni lavorava al Dipartimento di Emergenza-Urgenza territoriale 118 Piacenza Soccorso. La sua voce era molto conosciuta anche tra i volontari e dipendenti delle Pubbliche Assistenze e della Croce Rossa poichè da tanti anni era in forze alla Centrale Operativa. Quando nel 1993 fu creata la Centrale 118 di Piacenza, Antonella Bego fu tra le prime a ricoprire il ruolo di infermiera centralinista al numero di emergenza, suo compito era sia di rispondere alle telefonate da parte degli utenti che di contattare gli equipaggi delle varie associazioni territoriali per inviare il mezzo di soccorso. Qualche anno fa venne premiata da Progetto Vita per aver concorso a salvare più di una vita grazie all’attivazione del Codice Blu. Molto legata alla famiglia, si è spenta nella mattinata del 17 gennaio 2021 nella sua abitazione in seguito a un male incurabile che le fu diagnosticato la primavera scorsa. Classe 1961, Antonella Bego lascia il marito e una figlia.

antonella bego

IL RICORDO DI STEFANO NANI, COORDINATORE INFERMIERISTICO 118 PIACENZA – “Professionista di alto livello – ricorda Nani -, con una lunga esperienza maturata sul campo, prima in pronto soccorso e poi alla Centrale Operativa 118, Antonella per qualche anno ha lavorato sulle automediche, successivamente, ha contribuito alla formazione dei colleghi della Centrale 118 di Parma quando qualche anno fa è stata creata la Centrale 118 Emilia-Ovest. Attualmente lavorava alla CTU (Centrale Trasporti Interni) che si occupa di gestire le dimissioni ospedaliere nonché i trasferimenti tra i vari ospedali. E’ un giorno davvero triste, non era solo una collega, era un’amica, una persona su cui si poteva fare affidamento anche nei rapporti interpersonali, sempre sorridente e capace di trasmettere il buon umore. Proprio il suo bel carattere l’ha sempre fatta apprezzare ai pazienti e alle tante persone con cui aveva a che fare nel suo lavoro quotidiano”.

IL RICORDO DI MASSIMO FORNACIARI, AUTISTA SOCCORRITORE 118 PIACENZA – “Intorno a mezzogiorno di oggi mi è arrivato un messaggio sul telefonino «Antonella non c’è più». Poche parole che pesano come un macigno. Mi sono dovuto sedere, ero incredulo. Sapevo che non stava bene, sapevo che quel male la stava consumando, ma speravo che questa giornata non dovesse arrivare così presto. Per me non era solo una collega, con la quale ho condiviso oltre 30anni della mia carriera, Antonella era una fidata amica. Sempre gentile, solare e con quel modo così umano di rapportarsi con i pazienti: un vero esempio per tutti. Voglio ricordarla nei bei momenti trascorsi con i nostri colleghi, sia in Centrale 118 che al Pronto Soccorso. Una grande donna, un’ottima infermiera e una splendida madre di famiglia”.

IL RICORDO DI ALESSANDRA AGOSTI, INFERMIERA 118 PIACENZA -“Ero giovane e con poca esperienza quando nel 2012 arrivai alla Centrale Operativa del 118. Avevo da poco concluso il periodo di affiancamento e mi trovai a far turno con questa splendida donna che era Antonella. Adoravo far turno in Centrale con lei: sempre così gentile, sorridente e quella sua innata capacità di trasmettere tranquillità anche nel corso di telefonate concitate da parte di utenti in stato di agitazione. Lei riusciva a tranquillizzare quelle persone dall’altro capo del telefono, a rassicurarle sino all’arrivo del mezzo di soccorso, a fornire sempre le indicazioni più utili che potessero mettere in atto in attesa dei sanitari. Al termine di ogni intervento le piaceva confrontarsi su quanto accaduto, capire se e come migliorare il sistema. Era sempre così rispettosa di tutti, infermieri, medici, volontari. Non faceva distinzioni, una virtù rara la sua”.

IL RICORDO DI ALESSANDRO GANDOLFI, INFERMIERE 118 PIACENZA – “Antonella era una donna speciale, una persona meravigliosa sia a livello professionale che umano. Sono trent’anni che la conosco, ci siamo conosciti in Pronto Soccorso: sempre propositiva. Per me era una cara amica a cui volevo tanto bene. Abbiamo condiviso momenti spensierati al di fuori dell’ambito lavorativo, delle volte fuori a cena in compagnia e anche qualche bella gita con le nostre famiglie. Mi mancherà molto”.

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