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“Un Giorno da Cana” Il fumetto-gioco ambientato nelle colline del piacentino foto

“Un giorno da Cana” è l’uscita editoriale della MS Edizioni che vede protagonista la simpaticissima canide Lucy in un’avventura a fumetti interattiva dove i lettori possono decidere il filone narrativo scoprendo ogni volta nuove avventure. Come? Semplicemente rigiocando.

L’opera è stata realizzata da Stefano Tartarotti in collaborazione col game designer torinese Christian Giove, già affermato nel mondo dei giochi di società italiani. Tartarotti – altoatesino di nascita poi trasferitosi per diversi anni a Milano – attualmente vive nel piacentino, a Piozzano, ed ha una lunga carriera nell’ambito dell’illustrazione e del fumetto: vanta collaborazioni con importanti quotidiani e case editrici oltre ad avere un blog e più profili social per le vignette. La musa ispiratrice Lucy, detta la Cana, è il reale ibrido retriver-levriero che vive con lui dal 2016.

Tartarotti comincia a spiegare come è nata l’idea del libro e di come è avvenuto l’incontro con Christian Giove: “Ci siamo conosciuti al Salone del Libro di Torino del 2018, in quell’occasione stavo esponendo il mio libro a fumetti “L’Italia spiegata agli alieni”. Appassionato delle mie storie comiche a fumetti riguardanti le mie giornate da novello cittadino piacentino con la Cana, Christian mi propone di realizzare un libro game a fumetti, con protagonista proprio lei, dove i giocatori potessero far proseguire la storia a proprio piacimento. Dopo un anno di lavoro, proponemmo l’opera alla MS Edizioni che, entusiasta, ha cominciato a pubblicarlo a partire dall’ottobre scorso. A breve, grazie ad altre case editrici, arriverà anche all’estero”.

Continua parlando della struttura del gioco: “L’idea di Christian è stata di un racconto comico adatto ad adulti e adolescenti, con protagonista la Cana, fatto su più episodi. Essa affronta fino a quattro filoni principali, che partono tutti dallo stesso punto di partenza, che si può completare oppure non riuscire a finire (per scelte sbagliate). Però su questo ho chiesto che non fosse troppo punitivo coi giocatori, in maniera che qualora si sbagliasse scelta si possano trovare altri personaggi e/o si vivere vicende alternative. Quindi abbiamo puntato molto sull’esplorazione: le avventure sono composte da semplici prove da risolvere unite a diverse combinazioni possibili. I game tester (giovani tra 30-40 anni) si sono divertiti a rigiocare anche le storie già completate effettuando scelte diverse, sbagliando apposta, per il gusto del “cosa sarebbe successo se…” e di questo ne siamo stati molto felici. Sebbene sia un libro per adulti, perché le prove e i dialoghi (anche se buffi) sono complessi per i bambini, molti lettori ci hanno scritto che si sono divertiti a leggerli insieme a loro aiutandoli nelle parti più difficili. Alla fine però è piaciuto così tanto che molti bambini volevano giocarci da soli, quindi alla fine il pubblico di riferimento si è allargato autonomamente”.

Su questo punto, l’illustratore apre una parentesi sui libri-game tradizionali e sulle differenza con “Un giorno da Cana”. “Solitamente – spiega Tartarotti – prevedono la creazione di un personaggio e svariate regole complesse oltre a una singola linea narrativa (con diramazioni cieche). Noi, invece, lo abbiamo strutturato con appunto un personaggio fisso e quattro filoni che possono incrociarsi con una meccanica di gioco semplice. Da ciò abbiamo avuto recensioni positive sia da gente giocatrice sia da chi ha conosciuto per la prima volta questo genere di gioco”.

Se gli si chiede che cosa del territorio piacentino lo abbia ispirato di più nella realizzazione delle ambientazioni, Tartarotti confida: “Le mie storie mescolano elementi reali a cose completamente folli. Per una delle mie buffe storie presi come spunto lo sfarfallio della luce in cucina, dato da un falso contatto, in una casa di miei amici a Pomaro. M’immaginai l’infestazione poltergeist dei maiali delle grigliate. Quest’idea l’ho riutilizzata per il libro facendone uno dei filoni principali dove dei maiali fantasma stanno davanti alla casa. Per il resto ho preso spunto da ciò che vivo e ciò che osservo nel paese: i gatti, le volpi, i cani dei vicini e soprattutto i boschi”.

Conclude con il punto focale della tematica: “I miei fumetti sono autobiografici, Il libro è “canobiografico”. Quando uscivo di casa, Lucy, presa dal panico, saltava la staccionata per cercarmi al bar dove le davano un panino con la coppa e lei rimaneva lì; nel libro si può decidere se farle saltare la staccionata o prendere altre strade. Quindi tutto gira intorno alle sue vicende accadute veramente, mescolate a cose di fantasia”.

DOVE ACQUISTARE “UN GIORNO DA CANA” – Il fumetto-gioco “Un giorno da Cana” si trova nelle librerie, su Amazon, sul sito dell’editore e sui portali specializzati nella vendita di giochi da tavolo. 

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