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Bonaccini “Affrontiamo inizio terza ondata”. Rezza “Focolai scuole, chiusura da considerare”

“Stiamo affrontando l’inizio della terza ondata: non possiamo mollare ora, nel momento in cui stiamo mettendo tutto il nostro impegno per accelerare la campagna vaccinale, indispensabile per battere questo terribile virus”. Lo ha scritto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in un post sui social nell’annunciare la firma della nuova ordinanza che estende a tutti i comuni della Città Metropolitana di Bologna misure ulteriormente restrittive, da ‘zona arancione scura‘, per arginare i contagi in aumento.

“CHIUSURA SCUOLE VA CONSIDERATA” – “Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Finchè è possibile farla, la didattica in presenza rappresenta una priorità, se la situazione epidemiologica lo permette. Ma laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti ad alta trasmissibilità è chiaro che tale decisione dolorosa è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici”.

Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, presentando i dati del Monitoraggio Regionale sul Covid della Cabina di Regia. “C’è un abbassamento dell’età media tra i contagi – ha spiegato – potrebbe essere un fatto legato alla diffusione delle varianti nelle scuole. Nelle regioni molti focolai sono dovuti alle nuove varianti, non posso che esprimere preoccupazione per l’andamento dell’epidemia. Dobbiamo tenere alta la guardia e dove c’è bisogno è necessario intervenire tempestivamente e duramente”.

VIDEO – CONFERENZA STAMPA ANALISI DATI MONITORAGGIO REGIONALE

Unsic “Le scuole tornino in Dad per salvare vite e limitare i danni economici” – “Considerato il trend funesto della pandemia in gran parte del nostro Paese, con ospedali di nuovo in sofferenza e numeri delle terapie intensive in aumento da nove giorni, riteniamo che sia necessario, seppur a malincuore, far tornare subito le scuole superiori in Dad per cominciare a ‘raffreddare’ i numeri. È una scelta di buon senso che indichiamo da tempo, con numeri raccolti nella nostra pubblicazione “Covid e dintorni”. Non a caso la chiusura delle scuole in presenza è stata adottata addirittura da dicembre in altri Paesi come il Regno Unito o la Germania, che sicuramente torneranno alla normalità prima di noi”.

È quanto scrive il sindacato datoriale Unsic in una nota. “Siamo in una situazione analoga a quella di inizio ottobre: allora abbiamo tergiversato, pagando poi un prezzo altissimo. La percentuale dei giovani tra i contagiati è sempre più elevata. Occorre quindi sbrigarsi a prendere queste dolorose ma necessarie decisioni per scongiurare a marzo nuovi picchi nel numero dei decessi e ulteriori danni economici che tanti operatori non possono più permettersi” – conclude l’Unsic, promotrice di una petizione pro-Dad da 197mila adesioni.

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