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Bonaccini: “Non ho detto di riaprire, discutiamo con gli esperti”. E Imola diventa “arancione scuro”

“Io non ho detto che si possa riaprire, ma che bisogna mettersi a sedere con gli esperti e valutare se la curva fa paura ed eventualmente anche restringere i protocolli di sicurezza per dare un po’ di ossigeno a quelle categorie di imprenditori e lavoratori che ne hanno bisogno”.

Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini precisa a Mattino Cinque la sua posizione sulla strategia per contrastare il ritorno della diffusione del virus anche nella nostra Regione. La situazione preoccupa in particolare nella Romagna dove sono state adottate a partire da giovedì 25 febbraio, misure più stringenti per tutti i comuni dell’Ausl di Imola e quelli confinanti in provincia di Ravenna. L’ordinanza della Regione per circoscrivere e contenere la crescita del contagio prevede una zona “arancione scuro” con stop agli spostamenti anche all’interno dei comuni, attività didattica a distanza al 100% per le scuole, in presenza i servizi educativi 0-3 e le scuole d’infanzia. Stop inoltre alle attività ricreative e agli eventi sportivi.

“Dove ci sono problemi bisogna intervenire per tempo, tempestivamente. Bisogna capire – ha aggiunto Bonaccini nel collegamento televisivo – come comportarsi in base a come sale o scende la curva del contagio”. ”Io non ho detto che bisogna riaprire i ristoranti la sera nelle zone gialle – ha proseguito -. Ho detto che bisogna valutare con gli esperti, restringendo anche di piu’ dove serve, ma dando un po’ di ossigeno agli operatori economici dove invece la situazione lo puo’ consentire. Bisogna stare vicino a queste categorie, parlarci, anche se si tratta di dirgli un no. Non possono apprendere certe decisioni solo dai giornali. I cittadini devono sentire la vicinanza delle istituzioni”.

“Abbiamo consegnato come regioni un documento unitario al governo e non è una cosa banale. Con questo chiediamo che ristori arrivino subito, che le eventuali comunicazioni di chiusura avvengano giorni prima e non la sera prima o due ore prima come per gli impianti sciistici, semplificazione lettura dati per comunicarli in modo efficace e incontro perché il 5 marzo scade dpcm”.

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