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Emilia Romagna verso la zona arancione. Bonaccini: “Pensiamo a misure certe nazionali”

Sono assai elevate le probabilità che l’Emilia Romagna torni in zona arancione, sulla scorta delle valutazioni previste in giornata da parte della cabina di regia nazionale.

Sotto i riflettori c’è in particolare un parametro, l’indice Rt, arrivato a quota 1.05, sopra l’asticella dell’1, il limite oltre il quale si passa dal giallo all’arancione. Per questo tutta la Regione, gialla dal primo febbraio, da domenica potrebbe diventare arancione. Il dato di 1.05 rappresenta la media fra la “punta” più alta del parametro e la più bassa: anche quest’ultima è superiore a 1. Intanto il presidente della Regione Stefano Bonaccini pone il tema di un lockdown nazionale per fermare le varianti. ”Il Governo dovrebbe porsi questa domanda: non conviene forse due o tre settimane non dico di lockdown totale come l’abbiamo conosciuto, ma magari un arancione”, magari ‘scuro’. E’ una domanda che dovremo farci nelle prossime ore” – ha detto a Piazza Pulita su La7.

Per Bonaccini, che ha citato le misure adottate in questo senso da altri paesi europei, è difficile ”immaginare che questo paese possa continuare con colorazioni che ogni due o tre settimane vanno dal miglioramento al peggioramento e viceversa e non dare una scadenza temporale un po’ più certa alle categorie economiche che soffrono”. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, ha ribadito: ”Temo seriamente che da domenica potremmo diventare arancione, non solo noi ma anche altre regioni”. Sta ”crescendo la diffusione delle cosiddette varianti, i 21 parametri determineranno la scelta che dovrà fare il ministro”.

Intanto anche l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini critica il sistema attuale a macchia di leopardo. ”L’Italia maculata non funziona. Non si può cambiare colore e regime di restrizioni ogni tre settimane, da parte di diverse regioni’. Bisogna abbassare la curva dei contagi in modo definitivo in tutto il Paese altrimenti la pandemia rimbalza fra regioni e si rendono vani i sacrifici di cittadini ed imprese. Serve una strategia nazionale efficace”.

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