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Klimt, nuovo direttore e un’identità da ricostruire. Mazzocca “Così rilanciamo la Ricci Oddi, un unicum in Italia”

Il rilancio della Ricci Oddi passa, ovviamente, da Ritratto di Signora di Gustav Klimt. Oltre il capolavoro del pittore austriaco, ritrovato dopo 22 anni in un’intercapedine del giardino interno del museo nel dicembre 2019, però c’è tanto altro. Da fare e programmare. In primis un’identità da ricostruire profondamente, attraverso azioni mirate e innovative, per guardare al futuro con ambizione e senza timori reverenziali nei confronti di altri luoghi d’arte, più affermati, del Bel Paese. “Sì, perché la Ricci Oddi rappresenta un unicum in Italia tra i musei dedicati all’Ottocento e al Novecento – sottolinea Fernando Mazzocca -, dallo scorso dicembre nuovo presidente della Galleria, subentrato a Massimo Ferrari con il rinnovo del consiglio.

Mazzocca – tra i massimi storici dell’arte neoclassica, dell’Ottocento e primi Novecento, già docente alla Ca’ Foscari di Venezia e alla Statale di Milano – ha chiari i pilastri per il rilancio della struttura di via San Siro. “La valorizzazione parte innanzitutto con il “Progetto Klimt“, percorso biennale che con mostre ed eventi approfondirà a 360 gradi la figura del pittore e del suo celebre quadro. Ricordo – aggiunge Mazzocca – che in Italia la Ricci Oddi, insieme al Ca’ Pesaro di Venezia e la Galleria d’Arte Moderna di Roma, ha il vanto di essere uno dei tre musei che ospita un’opera di questo grande artista. Esaurita questa fase, sarà però importante riflettere sull’identità del museo stesso restituendo, a partire dall’allestimento, una atmosfera e una bellezza rimaste un po’ appannate negli ultimi anni. Ciò significa ripensare le collezioni e le singole opere nell’ottica di far conoscere alla città, all’Italia e al Mondo l’importanza della figura di Ricci Oddi come grande collezionista d’arte”.

Decisiva diventa quindi la nomina di un nuovo direttore. “In questo modo – afferma il presidente – si potrà iniziare quel lavoro di ricostruzione di legami con autorità italiane ed internazionali che possa conferire, ospitando anche mostre dall’estero, alla Ricci Oddi una dimensione più grande rispetto a quella di un piccolo museo di provincia. Per individuare il direttore – prosegue – è stato definito un concorso, che dovrebbe essere pubblicato in un paio di mesi e portare quindi, a stretto giro di posta, a stabilire il profilo più adatto. La nomina prevede un contratto a tempo determinato, come avviene ormai un po’ ovunque in questi contesti, perchè riteniamo possa essere un incentivo per un lavoro di qualità. In base ai risultati portati si deciderà poi se prolungare il legame di lavoro, o meno”.

“Cerchiamo una persona che conosca bene le collezioni – prosegue Mazzocca -: uno storico dell’arte che abbia avuto un percorso universitario adeguato, con importanti esperienze pregresse a livello museale. Ma decisive saranno anche le capacità manageriali, tra i requisiti imprescindibili per saper gestire un museo oggi. Il valore scientifico si deve infatti coniugare con la capacità di saper comunicare e di trovare nuove risorse, al di là di quelle pubbliche: i musei per essere attivi e lavorare bene hanno infatti bisogno di aiuti e sponsorizzazioni che permettano di promuovere anche attività collaterali – come convegni ed eventi di vario genere – oltre alle semplici esposizioni. L’obiettivo è far conoscere la Galleria il più possibile, non solo ai piacentini ma anche all’esterno, nell’ottica di generare un turismo che abbia ricadute benefiche su tutto il territorio. Per creare un sistema attrattivo – evidenzia – è fondamentale fare rete con gli altri musei piacentini: le possibilità ci sono”.

Il pensiero va subito allo spazio XNL Piacenza Contemporanea di via Santa Franca, il centro culturale interamente dedicato all’arte contemporanea della Fondazione di Piacenza e Vigevano, adiacente alla Ricci Oddi. “Importante avere questo luogo a pochi passi – dice Mazzocca -, con cui cercheremo di portare avanti, già con il Progetto Klimt, le diverse attività in modo sinergico”. Proprio sul Progetto Klimt, la cui partenza è stata frenata dalla pandemia, Mazzocca fa sapere che “tenendo conto della situazione attuale, ancora delicata, il via ci sarà con tutta probabilità in autunno: è la cosa più sensata”. Ma per vedere la “Signora” i piacentini non dovranno attendere così a lungo: il ritorno in “zona gialla” di Piacenza permette infatti la riapertura dei luoghi d’arte, anche se la Ricci Oddi attualmente è ancora chiusa per alcuni lavori all’impianto di climatizzazione. “Appena saranno terminati (presumibilmente non prima della fine di febbraio, ndr)- informa il presidente –  se le disposizioni governative lo consentiranno sarà possibile visitare la Galleria”.

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