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“Operatori di polizia vaccinati dopo il personale scolastico, chiediamo più considerazione”

“Da quello che apprendiamo, in alcune regioni hanno iniziato a vaccinare gli appartenenti alle forze di polizia e il settore scuole, così come era previsto. In Emilia Romagna, allo stato attuale, oltre a notare alcune lamentele pubbliche dagli addetti ai lavori – esprimiamo piena solidarietà -, pare apprendere che le forze di polizia verranno vaccinate dopo il settore scuole”.

Lo scrive Sandro Chiaravalloti, Segretario Regionale Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) Emilia Romagna. “Bene la vaccinazione al settore scuole – che apprendiamo dovrebbe iniziare da lunedì – ma, ancora una volta, notiamo che le donne e gli uomini della polizia di Stato, e di tutte le altre forze di polizia, a differenza di altre regioni, non avrebbero la considerazione che meritano. Se ciò si dovesse concretizzare, e pare proprio di sì, ancora una volta le donne e gli uomini in divisa, ritenuti indispensabili al controllo della sicurezza in questo delicato momento di crisi sanitaria e lavorativa, verranno ancora umiliati. Non possiamo tollerarlo. Solo la responsabilità che ci impone il nostro mestiere, in questo periodo di tensione sociale, e in rispetto di chi fa fatica ad andare avanti con il lavoro e del lavoro dei sanitari, non consente una manifestazione davanti gli uffici della regione Emilia Romagna. Ma non escludo qualche iniziativa pacata di dissenso democratico, se non verranno presi provvedimenti”.

“Pertanto – conclude Chiaravalloti -, chiediamo con forza al presidente Bonaccini una inversione di marcia e una maggiore attenzione a chi da un anno, senza esitazione e ininterrottamente, pagando sulla propria pelle le incertezze dell’inizio pandemia – molti di noi si sono ammalati, soprattutto quando si diceva che le mascherine non servivano – è in prima linea a sostenere e non far vanificare il lavoro dei sanitari e a contenere le tensioni sociali con sempre più tolleranza e rispetto di chi sta perdendo il lavoro e fa fatica ad andare avanti. Ancora una volta, in assenza dei fatti, mi chiedo se davvero veniamo ritenuti indispensabili solo a parole”.

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