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Le Rubriche di PiacenzaSera - Confapi Industria

Poche aziende ricorrono a finanziamenti e contributi pubblici, l’indagine Confapi

Accessi limitati. Parliamo di credito, finanziamenti e contributi pubblici ai quali le imprese piacentine hanno fatto ancora poco ricorso.

La conferma arriva da Confapi Industria Piacenza che ha sottoposto a circa un centinaio di aziende due questionari per comprendere la necessità di ricorso al credito privato e pubblico in questo anno di pandemia: “A emergere dall’analisi è che delle 84 aziende intervistate nel primo questionario solo il 37 per cento ha fatto ricorso, nel periodo marzo 2020 – gennaio 2021, alle diverse forme di accesso al credito – spiega il direttore di Confapi Industria Andrea Paparo – il settore maggiormente coinvolto è stato il manifatturiero per il 47 per cento seguito da quello dei servizi per il 29 per cento”. Un risultato analogo però si registra anche nell’ambito dell’accesso ai finanziamenti e contributi pubblici: “Delle 102 imprese intervistate dal secondo questionario solo il 35 per cento ne ha usufruito, con prevalenza nel settore manifatturiero per il 38 per cento” segnala ancora il direttore dell’associazione.

Da qui dunque nasce il webinar su “Accesso al credito e strumenti agevolati” svoltosi ieri pomeriggio e pensato per presentare alle aziende tutti gli strumenti finanziari a sostegno dello sviluppo aziendale e le opportunità offerte dall’intervento pubblico di cui possono usufruire: l’incontro si è soffermato in particolare sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 con particolare riferimento al rapporto con gli istituti di credito, all’accesso al Fondo di Garanzia, alla moratoria e liquidità. Un altro focus è stato dedicato al leasing finanziario, che può essere assistito dal Fondo di Garanzia che in combinata con l’agevolazione offerta dalla Nuova Sabatini, rifinanziata nella finanziaria 2021, consente alle imprese di sostenere i propri investimenti.

A intervenire sono stati Gianluigi Adami di Banca Centropadana Credito Cooperativo, Andrea Morsia di Studio Morsia e Marco Tanzi dell’omonimo studio: “I risultati sono abbastanza in controtendenza con l’attualità dato che a febbraio 2021 si è registrato oltre un milione di domande di accesso al fondo di garanzia a cui si affiancano le richieste di moratoria – spiega Adami – certo è che emergono delle differenze in base ai settori: il manifatturiero ad esempio è quello che ha avuto più accesso alle linee di credito. In generale posso dire che in Italia sono state molte le pmi che hanno richiesto l’accesso alle forme di liquidità e alle moratorie”. A fargli eco è stato Morsia: “Il fatto è che ci sono settori che in questo momento stanno lavorando tantissimo e altri che invece pagano di più gli effetti della crisi – fa notare – ci sono delle regole di gioco sicuramente difficili da interpretare”.

In quest’ottica un riferimento può essere la legge di bilancio che tuttavia, come evidenziato da Adami e da Tanzi, “non introduce delle novità, ma proroga degli interventi giusti e opportuni. L’auspicio è che tutto quello che riguarda l’investimento e lo sviluppo venga lasciato alla prospettiva del Recovery Found”.

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