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Topolino omaggia Giuseppe Verdi (e spunta anche Piacenza)

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Topolino omaggia Giuseppe Verdi.

Il noto compositore ri-torna protagonista di una storia a fumetti, dal titolo Topolino e il codice armonico, che fece la sua prima comparsa su Topolino n°3028 del 4 dicembre 2013. Assieme a Verdi troviamo gli immancabili Topolino e Pippo che, per incontrarlo, faranno un viaggio spazio-temporale grazie alla macchina del tempo del professor Zapotec. La storia compare nel volumetto a parte “La musica lirica raccontata da Topolino”, edizione speciale in edicola da mercoledì 27 gennaio assieme a Topolino n°3401.

Topolino fumetti

Si tratta di una serie di storie che la Panini e il noto settimanale a fumetti, proprio per celebrare il noto compositore emiliano, di cui ricorre il 120° anniversario della morte, ha voluto raccogliere in un volume inedito. La serie di parodie ispirate alle opere liriche si chiuse agli inizi degli anni ’80, ma i disegnatori Disney intendevano omaggiare nuovamente i grandi autori del passato, così, nel 2013, Francesco Artibani e Paolo Mottura presero a lavorare a Topolino e il codice armonico: una avventura scritta per celebrare i 200 anni dalla nascita del maestro Giuseppe Verdi. Topolino e Pippo viaggiano nel tempo e si ritrovano nella Milano del 1872. Mancano poche ore alla prima esecuzione pubblica dell’Aida al Teatro alla Scala, e la loro missione sarà quella di risolvere un mistero e intervistare Verdi.

Topolino e Pippo, giunti in Piazza Duomo a Milano, si dirigono a piedi verso il Teatro alla Scala per incontrare Verdi ma, una volta qui, trovano un portinaio che dice che il maestro non è presente. “Ieri sera c’è stata la prima dell’Aida! – spiega il portinaio – Un vero trionfo, ma il maestro ha preferito ripartire per la sua casa a Sant’Agata”. Ma Topolino incalza “Avremmo una certa urgenza di incontrarlo”. “E allora non dovete fare altro che correre a prendere il primo treno per Piacenza! – suggerisce il portinaio – Sant’Agata non è troppo distante”.

Sant’Agata, quel fazzoletto di terra e quel gruppo di case dove il nonno del compositore, suo omonimo, Giuseppe Verdi, arrivò nel 1780 e qui trasferì la sua famiglia da Roncole. E quasi 70 anni più tardi sarà il nipote, il maestro Verdi, a farvi ritorno. Lo fece dopo aver soggiornato in numerose nazioni e in molte città (Milano, Napoli, Londra e Parigi) e, dopo esser diventato famoso, nella primavera del 1851 Giuseppe Verdi volle infatti ritornare dove erano vissute intere generazioni della sua famiglia, per trascorrervi il resto della sua vita.

A 120 anni dalla morte del Maestro, Villa Verdi resiste come luogo di cultura e memoria.

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