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Addio a Bruno Valla, ferroviere e comunista “ortodosso”. Il ricordo

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Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Bruno Valla, ferroviere e comunista “ortodosso”, come lo racconta qui sotto il compagno di tante lotte Roberto Montanari (nella foto il primo da sinistra è Valla in una manifestazione antifascista con Doro Lanza, Paolo Belizzi e Gianni D’Amo).

Ecco il ricordo

È mancato Bruno, Bruno Valla, un compagno con cui abbiamo condiviso questo assalto al cielo che dura da una cinquantina d’anni. Era un proletario novecentesco classico, un popolano, proveniente da una famiglia ferocemente antifascista. Dopo una parentesi nel Psi approdò al Gruppo Gramsci di Piacenza (era il gruppo degli studenti piacentini che studiavano in quella facoltà a Trento). Da ferroviere fu tra gli animatori del Collettivo Ferrovieri, un’esperienza sindacale di classe antagonista ai sindacati, allora, almeno riformisti. Noi ce lo trovammo nella sede dei collettivi del movimento studentesco in via Borghetto n. 125 a praticare quella “unità operai – studenti” che gridavamo nei cortei.

Bruno era un ortodosso, entrò nel PCd’I (m-l) riconoscendosi nella componente filo albanese che diede vita a “La Nostra Lotta”.
Insomma era uno tosto, uno che non ci faceva sconti ideologici, che non ci risparmiava le critiche. Se c’è uno che definirei un duro è proprio Bruno, però, davvero, non perdeva mai la tenerezza Aveva una tascata di caramelle Ricola che dopo ogni sgridata ci offriva non senza raccomandarci di bere un infuso di linosa “perché fa bene!” Per Bruno la vita era una cosa sola, anche finiti i partiti “ortodossi”, la vita era rivoluzione. È stata la cosa che ha perseguito in modo assoluto, senza dubbi, senza se e senza ma. Sempre senza perdere la tenerezza. Non c’è storia, compagni così sono la cifra di un’avventura che ha senso agire, sono l’ispirazione di una nuova umanità. C’è molta modernità in quel novecento. Grazie Bruno per i culi che ci hai fatto e per le Ricola. Un abbraccio.

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