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Aiutare l’integrazione delle donne straniere, a Gragnano corso di italiano e educazione civica

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“Tante sono le iniziative messe in campo da Istituzioni e Associazioni per celebrare l’8 marzo. Convegni, seminari volti a evidenziare la non ancora raggiunta parità di genere, la recrudescenza dei fenomeni sessisti e violenti, iniziative volte a proporre progetti che favoriscano la parità di trattamento. Dal canto nostro ci teniamo a evidenziare una iniziativa che pur non essendo rivolta esclusivamente alle donne, tuttavia trova in loro i destinatari privilegiati.”

Così commenta il Sindaco Patrizia Calza nel presentare insieme alla Assistente Sociale, Dott.ssa Annamaria Romanini, e all’Assessore Marco Caviati il corso di lingua e di educazione civica che verrà attivato a Gragnano Trebbiense (Piacenza) a breve, Covid permettendo. Il progetto, tecnicamente definito Corso Pre-A1, è finanziato con risorse distrettuali, previsto nel Piano attuativo 2020-2021. È prevista una durata di 100 ore divise in due periodici incontri settimanali. Il corso è rivolto a persone che non conoscono la lingua italiana. Molte sono donne, e diverse addirittura analfabete ovvero incapaci di leggere e scrivere anche nella loro lingua di origine.

“Con questo corso tuttavia intendiamo non solo promuovere la competenza della lettura e della scrittura italiana ma anche la conoscenza dei servizi del territorio, del sistema scolastico italiano, del sistema sanitario della provincia di Piacenza – spiegano gli amministratori -. Nel nostro territorio, come è noto ai Servizi Sociali, esistono infatti tante ‘donne invisibili’ che, sebbene residenti da anni in Italia, risultano completamente avulse dalla società in cui si trovano a vivere, senza alcuna relazione sociale perché impegnate esclusivamente nella cura familiare e limitate da vincoli culturali, quindi senza conoscenza dell’organizzazione della nostra società. Mentre i mariti sono inseriti nel sistema economico, lavorano e quindi si relazionano con l’esterno del nucleo familiare, loro, sradicate dal loro contesto originario continuano tuttavia a vivere come in una ‘bolla’ separate dal resto del mondo ed emarginate”.

“Riteniamo che l’offerta di questa opportunità sia una occasione molto importante per queste donne, madri e mogli. La loro integrazione è fondamentale per favorire una maggiore integrazione anche dei loro figli e quindi a evitare fenomeni di disagio sociale e di emarginazione forieri di molteplici problemi tra cui anche quelli della sicurezza”. “Un modo per opporci alla ‘cultura dello scarto’ che denuncia Papa Francesco e che spesso riguarda le donne. Crediamo dunque che questa iniziativa bel rispetti lo spirito e i valori della Giornata dell’8 marzo” – conclude il sindaco.

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