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Arresti e denunce Si Cobas, Controtendenza “Tentativo di criminalizzare legittima lotta sindacale”

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“Come collettivo ControTendenza vogliamo rigettare con forza la retorica portata avanti in queste ore da parte delle autorità, secondo cui ci sarebbe una distinzione netta tra una violenza ingiustificata da parte degli operai del S.I. Cobas e le “normali” pratiche sindacali”.

E’ l’intervento del collettivo di Piacenza, in merito all’operazione della questura e della Procura in merito ai disordini davanti alla Tnt del primo febbraio scorso, con 29 indagati e due persone agli arresti domiciliari. In segno di protesta è stata indetta una manifestazione sabato 13 marzo alle 14 e 30. In questo modo, paragonando le modalità di lotta del sindacato autonomo rispetto a quelle dei confederali, “le autorità tentano di svuotare di significato sindacale – afferma Controtendenza – gli scioperi avvenuti in queste settimane. Come lo stesso comunicato stampa del S.I. Cobas ha puntualizzato, infatti, lo sciopero che ha causato le misure in questione si stava svolgendo in modo del tutto pacifico”, fino – dice il collettivo – all’intervento della polizia. Questo ci pare tutto tranne che garantire un normale rispetto dei meccanismi sindacali sanciti dalla costituzione, come millanta la procuratrice in conferenza stampa.”

“Inoltre, è stato spesso citato l’ambiente antagonista piacentino, identificato nel nostro collettivo, come “collante” del tessuto operaio in lotta con quello studentesco e cittadino. Il tentativo insito in questa retorica – viene sottolineato – è criminalizzare la partecipazione di una componente non strettamente operaia agli scioperi giusti e legittimi del sindacato S.I. Cobas, prendendosela con quella che è una solidarietà del tutto naturale: sappiamo bene e lo abbiamo anche dimostrato durante l’assedio di Amazon durante l’8 marzo, che la lotta di classe è intersezionale a tutte le altre lotte e non saranno arroganti accuse a stroncare la solidarietà nel piacentino. Rispediamo dunque le accuse al mittente: non sarà una becera criminalizzazione delle nostre lotte a farci passare dalla parte del torto. Ora più che mai è necessario far emergere la solidarietà di cui la città è capace, per rispondere a questo attacco a testa alta e senza farci intimorire”.

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