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Cattolica, a Piacenza il nuovo laboratorio di robotica per l’agricoltura VIDEO

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Taglio del nastro all’Università Cattolica di Piacenza per il nuovo laboratorio di robotica per l’agricoltura.

Un progetto frutto dell’accordo siglato fra Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che avrà sede nel campus piacentino dell’Ateneo, al cui interno si svilupperanno i robot per il monitoraggio e la gestione dei sistemi colturali. Il lavoro congiunto delle due realtà mira ad una gestione più sostenibile in questo particolare settore dell’agricoltura, sia dal punto di vista della sicurezza del lavoratore, sia in ottica di ottimizzazione delle risorse.

“L’idea di costituire un lavoratorio congiunto – ha ricordato Pier Sandro Cocconcelli, Coordinatore Joint Lab per l’Università Cattolica del Sacro Cuore – nasce nel 2017 da un incontro tra il direttore all’epoca di IIT, Roberto Cingolani, e il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli, con l’obiettivo di identificare attività complementari sulle quali collaborare per sviluppare una ricerca fortemente innovativa. Due in particolare le aree che erano state identificate, il rapporto tra intelligenza artificiale e uomo e quella del trasferimento delle tecnologie innovative al settore agroalimentare. Oltre al laboratorio di cui parliamo oggi abbiamo affrontato e stiamo lavorando sul tema dei nuovi materiali, in particolare plastici, e sull’identificazione di nuove tecnologie molecolari per il riconoscimento di microrganismi indesiderati negli alimenti”.

La prima attività di ricerca congiunta tra Cattolica e IIT nell’ambito della robotica applicata all’agricoltura è il progetto  “Vinum” per la potatura invernale robotizzata della vite: “L’obiettivo, nel giro di cinque anni, è di sviluppare un prototipo di robot in grado di eseguire questa operazione, estremamente complessa e delicata per le implicazioni sull’equilibrio produttivo delle piante e la qualità dell’uva e altrettanto onerosa per quanto riguarda il coinvolgimento di manodopoera e operatori specializzati – ha spiegato Matteo Gatti, Docente di viticoltura e referente Laboratorio di robotica -. La robotica può rappresentare un elemento di aiuto per semplificare alcuni operazioni di gestione all’interno del vigneto, oltretutto con maggiore sicurezza”. “Il nostro approccio robotico – ha aggiunto – vuole cercare di simulare le operazioni manuali selettive realizzate dall’uomo, dobbiamo quindi costruire una macchina che sia in grado, ad esempio, di riconoscere tutti i diversi organi della pianta”.

“Ricerca e didattica vanno sempre di pari passo e c’è sempre bisogno di innovazione – le parole del preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Marco Trevisan -. Sono molto contento che oggi venga inaugurato questo laboratorio, un fiore all’occhiello della nostra facoltà e del nostro ateneo”.

VIDEO – LA PRESENTAZIONE

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