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Dalla scrivania all’officina, Barbara è la regina delle biciclette “Grazie al mio impegno e voglia di imparare”

Dalla scrivania all’officina: Barbara Silva non ha paura di sporcarsi le mani e da 18 anni lavora nel negozio di biciclette del marito Pier Luigi Campelli, titolare dell’omonimo negozio di via Borghetto.

“Ho conosciuto mio marito quando ero ancora una ragazzina, avevo 15 anni e lui era due anni più grande di me – dice Barbara Silvia -. Ci siamo piaciuti e innamorati. Negli anni successivi, mentre lui lavorava nella bottega delle biciclette, io ho lavorato per anni come impiegata ma era un lavoro che non mi appagava. Un po’ per esigenze e un po’ come sfida, in accordo con Luigi, ho deciso di provare ad imparare il mestiere di meccanico di bici. In quel periodo, purtroppo, il padre di Luigi si è ammalato e non poteva più lavorare al negozio, ed io mi sono proposta, seppure non avessi competenze specifiche in questo settore. Mio marito è stato un’ottimo insegnante e io mi sono appassionata a questo lavoro”.

“Questo lavoro mi da tante soddisfazioni, sia nell’aggiustare le bici e sia nel riscontrare che i clienti sono contenti del risultato. Quando le donne entrano in negozio tendono a rivolgersi direttamente a me, mentre gli uomini, specialmente quelli più anziani, preferisco rivolgersi a mio marito. Quando esplicitamente chiedono di Luigi, rispondo: non le vado bene io? E in effetti i loro sguardi sono delle volte scettici sul fatto che sarò io a mettere le mani sulla loro due ruote. Ma alla fine, a lavoro ultimato, si ricredono e si complimentano”.

Barbara Silvia e Luigi Campelli

“Spesso le persone mi chiedono come riesco a coniugare la vita lavorativa con quella familiare, a maggior ragione con il fatto che io e mio marito siamo soci in affari. Ebbene, il segreto del successo della nostra relazione credo sia nell’aver in comune molteplici interessi. Inoltre, siamo anche estremamente complementari. Se da parte mia non risparmio energie e tempo per lavorare, Luigi, a casa, contraccambia aiutandomi nelle faccende domestiche e gli piace pure cucinare! Anche nostra figlia, che è una teenager, quando non è a scuola o deve studiare mi aiuta in casa. La cosa più importante è la volontà: non bisogna lasciarsi abbattere dai momenti bui o dalle cose negative della vita. È importante saper reagire, guardare alla propria famiglia, alle soddisfazioni lavorative e apprezzare i risultati dei propri sforzi”.

“All’inizio del mio percorso qui in negozio non avevo praticamente idea di come fosse strutturata meccanicamente una bicicletta, eppure il mio impegno e la volontà di riuscire mi hanno permesso di diventare in gamba. Non credo esistano lavori prettamente adatti agli uomini o alle donne, ognuno può fare ciò che vuole, l’unica differenza forse risiede nella forza, l’uomo è per sua natura strutturale più avvantaggiato, ma basta applicarsi e anche questa differenza è facile appianarla”.

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