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Disturbi alimentari, già 20 richieste a Piacenza “Colpiti anche bimbi di 10 anni”

Disturbi alimentari, a Piacenza in due mesi sono arrivate oltre 20 richieste di aiuto.

“La pandemia ha peggiorato la situazione” ha detto Massimo Rossetti, responsabile Percorso diagnostico terapeutico aziendale Disturbi comportamento alimentare dell’Ausl, durante la presentazione delle iniziative in programma per la Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata ai Disturbi dell’Alimentazione. L’iniziativa è stata nata nel 2012 dall’associazione “Mi Nutro di Vita”, sull’idea di un padre, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni per bulimia. Nello scorso anno, a fronte dei 30 accessi registrati nel 2019, c’è stata una diminuzione delle richieste (in tutto 20), dovuta anche alle limitazioni imposte dalla pandemia. Ma ora, dice il dottor Rossetti, è come se si fosse aperta una diga.

“In questi primi due mesi del 2021 abbiamo avuto oltre 2o richieste di aiuto. Più della metà riguarda giovani di età inferiore ai 20 anni. La pandemia ha peggiorato la situazione, con le limitazioni agli spostamenti e all’attività fisica” dice Rossetti. A peggiore la situazione, in alcuni casi, anche la ‘convivenza forzata’ con i familiari, scatenando tensioni. A dicembre 2020 erano 176 i pazienti in carico dal percorso: 129 adulti (70%) e 47 minori (30%). Attualmente, il 12% ha più di 30 anni (20 persone), il 40% tra i 20 e i 30 anni (70) e il 35% tra i 15 e i 20 anni (60) e il 12% tra i 10 e i 15 anni (20). A Piacenza, il 75% dei casi seguiti riguarda pazienti di età compresa tra i 15 e 30 anni, mentre il 12% riguarda bambini di età compresa tra i 10 e i 15 anni. Guardando alle patologie, il 65% riguarda l’anoressia nervosa, una percentuale che sale al 72% nei minorenni; l’11% dei pazienti è affetto da bulimia, il 3% ha disturbi di iperalimentazione, il 20% invece ha problematiche riconducibili a più patologie.

Il percorso di cura, dice Rossetti, è lungo, dai due ai quattro anni e, come hanno sottolineato Giacomo Biasucci, direttore dipartimento Materno infantile Ausl Piacenza e Roberto Sacchetti, segretario provinciale FIMP, l’età di insorgenza di disturbi dell’alimentazione si sta progressivamente abbassando.

La Pediatria è il punto di riferimento per i casi di minori di 18 anni e svolge la funzione di hub per le urgenze metaboliche e i DCA in età evolutiva per l’Area Vasta Emilia Nord (Aven). I professionisti dell’Ambulatorio dei Disturbi del comportamento alimentare e Malattie metaboliche si occupano invece degli adulti; quando è necessario un ricovero per il trattamento internistico delle complicanze organiche, si ricorre a posti letti di degenza in Gastroenterologia. I servizi ambulatoriali garantiscono invece i trattamenti psichiatrici e psicoterapeutici, la riabilitazione psiconutrizionale e un aiuto psicologico strutturato alle famiglie. A queste opportunità si aggiunge quella della semiresidenza dell’Unità operativa Neuropsichiatria Infanzia adolescenza in una struttura convenzionata (Cooperativa Assofa)

“Il fenomeno ha un andamento quasi epidemico negli ultimi anni – ha detto Giacomo Biasucci -; nel 2019 abbiamo avuto 26 nuove prese in carico, nel 2020 siamo scesi a 16 casi in seguito al lockdown, ma già in questi primi due mesi del 2021 siamo saliti a 14. C’è una richiesta oggettivamente molto alta di assistenza. A livello ambulatoriale, nel 2019 abbiamo effettuato 385 visite. Di queste, 17 sono terminate in ricoveri ordinari con degenza piuttosto lunga. Nel 2020 i ricoveri sono scesi a 11, nei primi due mesi del 2021 i ricoveri sono già 5. La stragrande maggioranza di questi numeri sono di provenienza extraprovinciale (Parma, Reggio Emilia e Modena)”.

“Anche noi pediatri di libera scelta ci siamo accorti che l’età media di chi viene colpito da questi disturbi si sta abbassando – ha aggiunto Roberto Sacchetti – e sta interessando anche l’età pre-adolescenziale, tra i 10 e 12 anni. Abbiamo una grossa responsabilità, quella di saper intercettare i primi segnali di allarme, e grazie attraverso la diffusione di questa nuova guida ci aspettiamo di poter avere nuove segnalazioni che ci consentano di dare una risposta più tempestiva. Il nostro obiettivo è anche quello di poter raccogliere più informazioni possibili, in modo da poter predisporre una più efficace organizzazione dei servizi sanitari”.

Per far fronte al problema è nata una guida per genitori, intitolata Riconoscere precocemente un disturbo della nutrizione e alimentazione in età evolutiva, che sarà distribuita alle famiglie sia negli studi dei medici, sia negli ambulatori del reparto. L’obiettivo della pubblicazione è quello di fornire ai genitori tutte le informazioni sui DCA, per far sì che mamme e papà possano riconoscere eventuali campanelli d’allarme. Piacenza, anticipa il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino, grazie a un finanziamento del Rotary Piacenza e alla collaborazione dell’associazione Puntoeacapo, potrà allestire uno spazio ad hoc per poter accogliere i pazienti affetti da questo tipo di problematiche. Si tratta della Casa Lilla: uno spazio per il pasto assistito di ragazzi con disturbi alimentari, ricavato nella zona monumentale dell’ospedale di Piacenza, ma con accesso indipendente da via Campagna. Casa Lilla sarà una casa accogliente per garantire la riabilitazione psiconutrizionale a chi ne ha bisogno, senza avere l’aspetto di un luogo di cura. Il progetto prevede di concentrare nell’area riqualificata anche gli ambulatori e i servizi attualmente dislocati nell’edificio 1 A (Ospedale Grande).

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Giacomo Biasucci, direttore dipartimento Materno infantile Ausl Piacenza, Roberto Sacchetti, segretario provinciale FIMP, Jessica Rolla, referente ambulatorio Disturbi comportamento alimentare e malattie metaboliche, Mara Negrati, presidente dell’associazione Puntoeacapo e Carlo Ponzini, architetto e referente progetto Casa Lilla per il Rotary Piacenza.

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