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“Gianni Scotti merita l’intitolazione del nuovo Centro Paralimpico di Villanova”

«Gianni Scotti merita più di chiunque altro l’intitolazione del nuovo centro nazionale paralimpico che sorgerà a Villanova d’Arda. Glielo dobbiamo come comunità».

E’ l’opinione di Katia Tarasconi, consigliera regionale piacentina del Pd, che si inserisce nel dibattito sul nome da assegnare al “villaggio” destinato a rappresentare un’eccellenza del territorio piacentino e di tutto il nord Italia. Un progetto annunciato due anni fa e che lo scorso 20 febbraio ha visto la prima inaugurazione ufficiale: quella del cantiere per la costruzione della piscina coperta. Il primo passo concreto per veder realizzato il secondo centro paralimpico italiano dopo quello di Roma. Una struttura in cui gli atleti paralimpici potranno allenarsi ma anche una struttura in cui persone con disabilità avranno modo di avvicinarsi allo sport.

Un «luogo di speranza», dunque. Così lo definisce la consigliera Tarasconi che non ha dubbi nel ritenere una figura come quella di Gianni Scotti la più adatta a rappresentare lo spirito che fa da fondamenta a tutto il progetto.  Scomparso il 19 febbraio del 2015 all’età di 62 anni, Scotti era ed è considerato un simbolo per tutto il movimento paralimpico già dalla metà degli anni Ottanta. «Prima come atleta poi come dirigente – sottolinea Tarasconi – ha dedicato la sua vita a migliorare quella degli altri, e in particolare la vita di coloro che vivevano la disabilità come un limite invalicabile. Ed è proprio la forza di superare i limiti che alimenta tutto questo».
Storico presidente del Comitato italiano paralimpico, Gianni Scotti è anche “Stella d’argento” del Coni, un prestigioso riconoscimento attribuito al merito sportivo.

«Chi meglio di lui può rappresentare ciò che sta nascendo a Villanova?» si chiede Katia Tarasconi. Nessuno, è la risposta. E ciò nonostante le varie proposte che stanno arrivando proprio in merito all’intitolazione del centro. «E’ un bel dibattito – dice Tarasconi – Un dibattito che fa bene a tutti perché significa che c’è un vivo interesse sull’argomento, significa che la comunità si è evoluta rispetto a qualche decennio fa, quando la disabilità veniva percepita e vissuta in modo completamente diverso». Bene dunque che se ne parli e valide anche le proposte che stanno arrivando, compresa quella di intitolare il futuro “villaggio” paralimpico al maestro Giuseppe Verdi, che proprio a Villanova finanziò la costruzione dell’ospedale.

«Verdi ha dato tantissimo a questa terra – dice Tarasconi – ed è grazie a lui che qui è nata la prima struttura ospedaliera. Ma sono convinta che, parlando di disabilità e sport paralimpico, sia quasi “obbligatorio” dedicare a Gianni un centro che proprio Gianni ha desiderato tanto e al cui progetto ha donato forza, creatività ed energia fino al momento della sua scomparsa. Glielo dobbiamo».

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