Le Rubriche di PiacenzaSera - Le Recensioni CJ

Il Pagellone del Festival più “indie”: vi conviene stare zitti e buoni

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NOEMI 5
L’ouverture al piano pare “Imagine”, abbiamo pensato; ma è una delle poche cose che ci ricordiamo del suo brano. Problemi tecnici guastano la sua cover di e con Neffa: tuttavia, non sembravano affiatati già in partenza.

AIELLO 5
Il mistero più grande del festival. Il pezzo, riascoltato su Spotify, non è poi così male: uno strano mix tra Mengoni e Mahmood. Ma lui, teso ed emozionato, parte sopra le righe per poi sbroccare letteralmente nel finale (la sua immagine trasfigurata impazza nei meme, ovviamente). E poi, quel “Sesso e Ibupofrene”? Non ha nemmeno un amico che gli dica, dai, Aiè, puoi trovare di meglio? Così così anche l’omaggio al conterraneo Rino Gaetano, con il rap di Vegas Jones: ovviamente “Gianna”, con tutte quelle metafore sessuali (Aiello, hai proprio in testa quella roba lì).

MICHELIN e FEDEZ 5+
All’esordio Fedez è talmente emozionato che si dimentica persino di cantare; poi si commuove, è dolce, sì, e lei è brava, ma il pezzo appare anonimo. Insomma un Mahmood sprecato. E poi, quella rima “mille/spille”… aiuto.

FASMA 5,5
L’anno scorso era stato una bella sorpresa, tra i giovani (quest’anno che tristezza, i giovani). Il pezzo del Venti-Ventuno è un po’ troppo simile e c’è il solito profluvio di auto-tune; la cosa più positiva è che in breve tempo è riuscito a trovare una cifra stilistica riconoscibile.

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