Le Rubriche di PiacenzaSera - Le Recensioni CJ

Il Pagellone del Festival più “indie”: vi conviene stare zitti e buoni

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IRAMA 6
Difficile valutare la sua partecipazione in D.A.D., quindi gli assegniamo un sei politico. Resta la sua versione un po’ abbozzata del “Cyrano” di Guccini, a noi non è parsa per nulla un affronto.

GHEMON 6+
Lo si ama sempre, Ghemon, ma quest’anno – nell’eccitazione di urlare al mondo la sua rinascita – incespica in un testo che sembra esser stato scritto per un’altra melodia; il ritornello, poi, pare arrivare da Sergio Caputo. Si diverte con i Neri per Caso, noi un po’ meno.

LO STATO SOCIALE 6,5
I regaz sono sempre divertenti, e fanno casino anche questa volta. Ma il processo della cosiddetta “slodizzazione”, ovvero il lasciare spazio agli altri vocalist a scapito di Lodo Guenzi, fa perdere loro in personalità e peso specifico. Rispettosa la cover degli Afterhours, la bellissima “Non è per sempre”.

EXTRALISCIO 6,5
Ecco il vero combat folk, tra liscio e balere, salemelle e Feste dell’Unità (c’e anche l’accenno a “Fischia il vento”). Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti sta quasi in disparte.

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