Il Pagellone del Festival più “indie”: vi conviene stare zitti e buoni
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WILLIE PEYOTE 8/9
“Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll?/Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile/Cosa ci vuole a decidere “tutta ‘sta roba c’ha rotto i cogli**i?”/Questi piazzisti, impostori e cialtroni a me fanno schifo ‘sti cazzi i milioni”. Come si fa a non amare Willie, uno dei pochi a dire cose toste. Ha l’umiltà per fare un passo indietro, lasciando le luci della ribalta a Samuele Bersani; scelta azzeccata (troppo facile!), “Giudizi universali” è una delle canzoni italiane più belle dei nostri anni.
P.S.: È incredibilmente secondo. Pubblico appello: facciamolo vincere.
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA 9
MADAME 9
Alla faccia di chi un anno fa ha detto quelle cose sulle voci femminili (e quest’anno è ultimo, nel nostro pagellone): al primo posto della nostra graduatoria mettiamo due voci potenti ed eccezionali, e due canzoni di alta qualità: bra-vis-si-me.
P.S.: In entrambe le canzoni mette lo zampino il solito Dardust, pare essere lui il vero protagonista di questa edizione (ha collaborato anche ai pezzi di Noemi, Irama e Renga stesso). Qualcuno sul web lo ha ribattezzato Re Mida.




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