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Il report di Antigone sul carcere di Piacenza “Solo 5 detenuti positivi, adottate tutte le misure di sicurezza”

“L’istituto di Piacenza sembra aver retto all’emergenza sanitaria pur essendo collocato in uno dei territori inizialmente maggiormente colpiti. Dall’inizio della pandemia sino a dicembre 2020 – data in cui abbiamo effettuato la visita – si sono registrati unicamente 5 casi di positività”.

E’ quanto riferisce l’associazione Antigone, realtà nata negli anni Ottanta “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, nel report dedicato alla pandemia e al suo effetto nelle carceri. “Un lungo anno è trascorso dall’ondata di proteste e rivolte che ha sottoposto a estrema tensione il comparto penitenziario nazionale, dopo decenni di pace apparente rispetto alle forme di conflittualità più appariscenti – si legge nel report -. In attesa che vengano definite le conseguenze giudiziarie relative alla gestione di questi conflitti e alle eventuali responsabilità istituzionali sui decessi occorsi, riteniamo opportuno proporre una sintetica lettura di fase sugli istituti emiliano-romagnoli. Mentre la conflittualità ha registrato un anno fa picchi significativi nelle case circondariali di Modena e Bologna, tutte le prigioni della regione sono state interessate dalle conseguenze in termini di misure disciplinari e trasferimenti della popolazione detenuta, con particolare riferimento ai presunti protagonisti delle rivolte”.

Per quanto riguarda Piacenza, “sin dal mese di febbraio 2020 erano state messe in atto tutte le misure volte a scongiurare l’ingresso del virus – scrive l’associazione -. Tra queste, da subito è stata ripristinata la custodia chiusa e sospesa la sorveglianza dinamica. Tale scelta si è rivelata, a detta della Direzione, fondamentale per gestire meglio l’emergenza sanitaria ma anche particolarmente adatta a garantire “ordine e pulizia” e un generale migliore clima tra le persone ristrette. Ad ogni modo, anche prima dello scoppio della pandemia, la sorveglianza dinamica era assicurata unicamente all’interno di solo uno dei due padiglioni (il nuovo) di cui si compone questo istituto. Le attività, sospese nella prima fase, sono riprese successivamente. Fino a che la stagione lo ha concesso molte attività si sono svolte all’esterno. Il carcere di Piacenza, collocato alla periferia della regione, ha da sempre subito numerosi trasferimenti da altre carceri e da ultimo ha visto l’arrivo di molti detenuti provenienti da istituti della regione teatro delle rivolte della scorsa primavera”.

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