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Il rilancio del commercio locale corre sul Grande Fiume. Castello, Sarmato e Calendasco fanno rete

Il rilancio del commercio locale corre sul Grande Fiume. Castello, Sarmato e Calendasco fanno rete per promuovere e sostenere produttori e commercianti locali, grazie al progetto “Un Po di Emilia” da 80mila euro finanziato dalla Regione Emilia Romagna con un contributo di 60 mila euro.

Un investimento economico che si tradurrà in manifestazioni ed eventi, campagne di comunicazione, marketing commerciale e territoriale per rilanciare le attività di vicinato duramente messe alla prova dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, fino al 2022. L’obiettivo è quello di mettere in moto energie in grado di rivitalizzare il territorio in toto, utilizzando il potere attrattivo del fiume Po che lambisce i Comuni coinvolti nel progetto, così come il creare una sorta di rete e mercato di produttori e prodotti del Grande Fiume.

Tutti i dettagli sono stati presentati in conferenza stampa dai sindaci Claudia Ferrari (Sarmato, Comune capofila), Lucia Fontana (Castelsangiovanni) e Filippo Zangrandi (Calendasco), insieme all’assessore castellana Wendalina Cesario, e ai rappresentanti delle categorie economiche Alberto Malvicini, direttore di Confcommercio Piacenza e Nicolò Maserati, presidente di Confesercenti. “La pandemia ha colpito in modo forte il commercio, ma al tempo stesso ha posto ancora più in luce il ruolo fondamentale dei negozi di vicinato tanto nei piccoli paesi, quanto nei centri più grandi – spiegano gli amministratori -. Già a settembre, abbiamo lavorato per attivare un progetto che potesse contribuire alla ripresa del settore dopo l’inverno. Ci siamo così aggiudicati un importante finanziamento regionale e ora siamo pronti a partire”.

Deciso sarà l’impegno sul fronte della comunicazione, per far conoscere gli esercizi di prossimità ad un pubblico più vasto, anche attraverso l’impiego dei social a partire da Facebook ed Instagram. Si punterà inoltre a rendere i commercianti sempre più coinvolti nell’ambito delle iniziative consolidate o degli eventi innovativi che andranno ad arricchire il cartellone di appuntamenti dei tre paesi prossimi mesi. E, appunto, si lavorerà per una decisa valorizzazione di chi produce in riva al Po, spesso impegnato nel campo dell’enogastronomia e dell’artigianato.

“Il periodo che ci lasciamo alle spalle ci insegna l’importanza del legame con il territorio, spesso elemento di garanzia ed affidabilità dei prodotti, così come della capacità di aprirsi all’innovazione . concludono gli amministratori -: metteremo i nostri commercianti nelle condizioni di valorizzare tutto il buono e il bello che hanno da proporre ai loro clienti, con il supporto delle tecnologie, nella convinzione che dopo la grande emergenza sarà necessario ripartire dal piccolo, dal locale e dalla qualità”.

“Gli scopi di questo progetto sono anche i nostri, come associazione di categoria. Saremo quindi al fianco degli amministratori nel promuoverlo – dice Nicolò Maserati -. La valorizzazione del legame con il fiume è un tema che da anni Confesercenti ha fatto proprio, con la Borsa del Po, che riesce ad attirare tour operator europei e internazionali. Il nostro auspicio è che si riescano a coinvolgere le realtà già consolidate che operano sul fronte del marketing territoriale e della promozione dell’enogastronomia, come i consorzi alimentari e le associazioni delle Strade”. “E’ bello vedere questa energia, ancora nel pieno della pandemia che sta condizionando le nostre vite, farsi strada in questo momento difficile, aiutando la ripresa  – interviene Alberto Malvicini, direttore Confcommercio – con progetti come questi che partono dal contesto, come il Po in questo caso, per avere ricadute positive anche sul commercio locale dei centri storici dei nostri Comuni”.

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