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Incontro tra vescovo e comunità islamica, Giovani Democratici “Esempio di buona integrazione”

Nota stampa Giovani Democratici Piacenza

Come Giovani Democratici Piacenza esprimiamo il nostro apprezzamento in seguito al comunicato congiunto tra la Diocesi di Piacenza e la Comunità islamica di Piacenza in seguito all’incontro avvenuto in Curia nel fine settimana. Ci associamo e ringraziamo il vescovo Adriano Cevolotto e il presidente della comunità islamica piacentina Yassine Baradai per le loro importanti e significative parole e per aver sottolineato in modo tangibile, con il loro esempio, l’importanza del dialogo interreligioso ed ecumenico anche all’interno della nostra città.

Anche noi, come gruppo Piacentino dei Giovani Democratici, riteniamo di prendere le distanze da chi si è dimostrato contrario a questo esempio di buona integrazione, come le sezioni piacentine di Fratelli d’Italia e Lega Nord. Non riusciamo infatti a comprendere a che titolo legale il mantenimento della qualifica di “centro culturale” invece che di “moschea”, applicata ad un capannone già utilizzato da decenni dalla comunità islamica, possa costituire un problema rilevante per la nostra città, che ha ben altri problemi urgenti di cui occuparsi e da risolvere. Ad esempio, nelle motivazioni espresse da Lega Giovani a difesa della loro opposizione a questo riconoscimento puramente tecnico, non emerge nessuna reale motivazione di carattere urbanistico, ma solo un palese pregiudizio che diventa addirittura accusa di terrorismo puramente infondata.

Pur condividendo la nostra ferma opposizione a qualsiasi forma di integralismo religioso e terrorismo, queste accuse non c’entrano nulla con la questione in oggetto poiché si tratta, fortunatamente, di tutt’altra storia, di tutt’altro carattere: un semplice iter urbanistico portato a compimento e che ha cambiato nome a una realtà già esistente da tempo sul nostro territorio provinciale. Gettare accuse, come avvenuto nel comunicato di Lega Giovani, di eventuali legami fra gruppi jihadisti e la moschea piacentina, senza tra l’altro testimoniare la veridicità di quanto affermato, a nostro parere è molto grave. Inoltre, provare a revocare una semplice qualifica, perché di questo si tratta, approvata dalla stessa maggioranza con cui si fa parte in Consiglio Comunale, non solo appare pittoresco ma non è poi così diverso da essere come chi impedisce a noi cristiani di praticare la propria religione in terra straniera. È assurdo pretendere il reciproco rispetto se si parte in questo modo.

Mentre il mondo procede alla velocità della luce per uscire da questa pandemia, ci vogliamo distaccare perciò dalla volontà di riproporre ancora una volta la cara vecchia (e pericolosa) retorica dello straniero nemico sulla base del mero sospetto e del pregiudizio. Ricordando che, un tempo gli stranieri in cerca di migliori condizioni di vita, costretti a fuggire dalla nostra Terra d’origine, eravamo noi italiani. Invitiamo i partiti di maggioranza che hanno l’onore e l’onere di sedere tra i banchi del Consiglio Comunale cittadino di occuparsi dei veri e urgenti problemi.

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