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“Lenzino, evitare ritardi per il ponte provvisorio. E sul nuovo viadotto ascoltare la Valtrebbia”

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“Crescono le preoccupazioni riguardo la costruzione del nuovo Ponte Lenzino a ormai sei mesi dal crollo della vecchia struttura e gli amministratori locali lanciano l’allarme promuovendo la nascita di un comitato. Da un lato chiediamo che siano fugati i timori che l’annunciato ponte provvisorio non sia pronto per maggio, come sostiene l’Anas. Dall’altra sottolineiamo che esistono diverse perplessità sul progetto da 21 milioni di euro per rifare una nuova struttura definitiva sullo stesso tracciato di quella crollata”.

Così il deputato emiliano del M5S Davide Zanichelli, che prosegue: “Bene ha fatto il sindaco di Cerignale Massimo Castelli a promuovere la creazione di un comitato che dia voce a una comunità, quella della montagna, troppo spesso trascurata e inascoltata. Occorre in primo luogo che il ponte provvisorio sia terminato tempestivamente e che tale ponte sia effettivamente una soluzione transitoria e non una “pezza” che poi finisca per diventare una pessima soluzione definitiva. In secondo luogo, è bene che Anas, Ministero dei Trasporti e Sovrintendenza ascoltino le richieste della comunità con molta attenzione, prima di procedere alla costruzione di un nuovo ponte definitivo che, posizionato sul vecchio tracciato, potrebbe ripresentare gli stessi problemi della struttura già crollata”.

Gli amministratori locali fin dall’inizio avevano proposto un nuovo tracciato per il nuovo ponte (più perpendicolare al fiume ma “obliquo” per tagliare curve pericolose e rendere la Statale 45 più agile), cui però si è opposta la Soprintendenza, che anche oggi ha ribadito di volere preservare il valore storico e paesaggistico del vecchio ponte. “C’è però da chiedersi se il gioco vale la candela, ossia se la giusta tutela storica, architettonica e paesaggistica è in questo caso specifico così preponderante rispetto alle ragioni della sicurezza e della funzionalità che una struttura completamente diversa offrirebbe – si interroga Zanichelli -. Tra l’altro, nell’esporre il proprio punto di vista la Soprintendenza fa osservazioni relative alla presunta maggior sicurezza del vecchio tracciato che, oltre ad essere discutibili – esiste infatti, nel vecchio tracciato, una frana che spinge dalla sponda destra e deforma il ponte – non sono di sua competenza. Non è compito della Soprintendenza affrontare tematiche tecniche”.

“Per queste ragioni riteniamo fondamentale che Anas, Ministero e la stessa Soprintendenza si mettano in ascolto e dialoghino senza preclusioni con la comunità della Val Trebbia e con i suoi amministratori per trovare una soluzione ad un ponte in cui è stata dimostrata nei fatti l’assenza dello Stato, come dimostra il crollo, se non bastasse la rigogliosa vegetazione che per anni cresce nelle fessure del ponte. Altre scelte non condivise e magari sbagliate rischiano di infliggere un altro duro colpo alla vita quotidiana della nostra montagna, che ha già pagato con gli interessi le conseguenze di anni di indifferenza e di mancata manutenzione”, conclude l’esponente pentastellato.

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