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Luci accese nei cinema per celebrare le donne e ricordare un anno di chiusura delle sale

“Riaccendiamo le luci per celebrare le donne”. Questo il caloroso appello che FICE (Federazione Italiana Cinema D’Essai), insieme ad ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e ANCEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), ha lanciato alle oltre 500 sale d’essai italiane per lunedì 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

“Una riapertura simbolica contro ogni chiusura mentale e culturale” – dichiara la FICE, che si prefigge uno scopo duplice, come ci spiega Enrico Leonardi di Cinema Corso di Piacenza, unica sala d’essai della città. “Da un lato – dice – si intende inviare forte un messaggio di condanna verso ogni violenza di genere, da parte di un cinema che non è solo fonte di intrattenimento e svago, ma esercita da sempre un ruolo sociale e culturale di rilievo, contribuendo alla crescita civile del Paese; dall’altro, a un anno esatto dalla chiusura generalizzata per norme anti-covid avvenuta proprio l’8 marzo, si vuole denunciare il vuoto lasciato dalla mancanza del cinema, in termini di condivisione, arricchimento collettivo e, appunto, culturale”.

“Il Corso aderisce orgogliosamente all’appello di Fice in quanto cinema d’essai – prosegue Leonardi -, lo fa accendendo la propria insegna, ben visibile nel centro storico di Piacenza, dalle 20 di lunedì 8 marzo al coprifuoco delle 22, e condividendo sui suoi social, dalla newsletter, a facebook, a instagram, alcuni video simbolici preparati da FICE per celebrare la Giornata della Donna insieme alla funzione sociale e culturale del cinema”. “Tengo a sottolineare che per noi si tratta di un’iniziativa particolarmente sentita – precisa poi -, perché mia madre, Natalia Rampini, è l’unica donna a Piacenza a continuare a mandare avanti da tanti anni un cinema da sola; compito non facile in un settore tendenzialmente dominato dagli uomini. Consapevolezza che l’ha portata ad indossare (nello scatto a corredo di questo articolo, ndr) scarpe rosse, simbolo di resistenza e solidarietà femminile”.

E ancora: “Per noi e per Piacenza il cinema non è solo presidio culturale: è luogo di vita, punto di riferimento in centro città che garantisce maggiore vivibilità, dando benessere e sicurezza agli abitanti. Anche per questo ci manca e anche per questo non vediamo l’ora di riaprire; tanto più che chiudendo ci siamo sacrificati enormemente per il bene comune, ma i contagi non sembrano certo dipendere da cinema e teatri, ormai fermi da fin troppo tempo”. È poi lo stesso Presidente FICE, Domenico Dinoia, a sottolineare l’importanza dell’iniziativa dell’8 marzo: ”Proprio in questi ultimi mesi – si legge nella nota ufficiale – stiamo assistendo ad un incredibile aumento degli episodi di violenza contro le donne, spesso sfociati in crudeli femminicidi. Il cinema d’autore ha proposto negli ultimi anni molti film che hanno affrontato il tema, e per questo, nonostante le sale siano ancora chiuse, vogliamo dare un segnale di vicinanza a tutte le donne”.

Tra le considerazioni di Enrico Leonardi non poteva mancare un commento sulle ipotizzate riaperture di fine marzo, dipendenti dalla curva epidemiologica. “Noi chiaramente saremmo felici di riaprire, anche se tutto si verificherebbe con molte limitanti restrizioni, ma quello che non ha senso e non dà reali benefici è una ripartenza a macchia di leopardo. La distribuzione lavora infatti a livello nazionale, se non internazionale, e non sappiamo ancora cosa farà uscire”. “Ci sono forti preoccupazioni per la cannibalizzazione del cinema da parte delle piattaforme – sottolinea – “Nomadland” di Chloé Zhao, ad esempio, vincitore del Golden Globe 2021 come Miglior film drammatico e candidato all’Oscar, uscirà contemporaneamente sia nelle sale, se aperte, sia su piattaforma, e questo fa temere che la gente non sia incentivata a uscire per venire al cinema”.

“È chiaro quindi come per programmare un’alternanza feconda tra sala e piattaforma il cinema abbia bisogno di un piano d’apertura dettagliato, il più possibile stabile e indifferenziato sul territorio nazionale – continua -, in modo da infondere vero, nuovo impulso al settore. Detto questo siamo contenti che il Presidente Draghi dia pochi annunci e cerchi di agire, investendo 2 miliardi in un piano vaccinale che sembra poter cambiare passo e appare per tutti l’unica via d’uscita”.

Che poi il Cinema Corso non sia ostile all’aiuto della tecnologia, lo dimostra la sua adesione a MioCinema, piattaforma streaming di qualità della LuckyRed, che si fonda sul rapporto con la sala e con il proprio pubblico. “É lei che ci aiuta in parte a non affondare in un periodo così difficile: per fruire i film sulla piattaforma non occorre abbonarsi, si acquistano al momento quelli desiderati, ma per farlo bisogna registrarsi creando un profilo personale e scegliendo il proprio cinema preferito, cui andranno parziali ricavati economici dei film comprati”. “Nel tempo – osserva – Mio Cinema si è arricchita ed evoluta: penso alla rassegna di film originali, come The Dissident di Bryan Fogel documentario sull’omicidio del giornalista Jamal Kashoggi, o Apples di Christos Nikou, presentato nella Sessione Orizzonti ’77. Penso a Moonlight – Tre Storie di una Vita, vincitore di tre Premi Oscar, tra cui Miglior Film nel 2016, al documentario su Quentin Tarantino e alla sezione Extra con diversi incontri di regia e di cast, o alle rassegne tematiche; ultima quella sul cinema israeliano”.

“La piattaforma è quindi un canale in più da sfruttare al meglio per incrementare l’offerta e raggiungere fette più ampie di pubblico- conclude Leonardi-, che non deve essere in antitesi o in sovrapposizione al cinema, Ma niente può sostituire l’emozione viva, unificante, dell’esperienza in sala. La vedo negli occhi di chi mi ferma per strada chiedendomi quando finalmente potremo riaccendere le luci: ma per davvero”.

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