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No all’aggregazione consorzi agrari, Crotti (Terrepadane) “Dire no un anno fa fu corretto”

“La prima considerazione che emerge, avendo ascoltato i contenuti proposti dall’assemblea di Coldiretti (che si è svolta giovedì scorso 4 marzo, presso Piacenza Expo con l’obiettivo di presentare al popolo dell’associazione provinciale il progetto di aggregazione dei Consorzi agrari del Nord Italia, al quale Terrepadane per ora non aderito) riguarda la correttezza della decisione assunta dal nostro Consiglio la scorsa primavera, quando decidemmo di non aderire al progetto Consorzi agrari d’Italia”.

Così il presidente del Consorzio Agrario Terrepadane, Marco Crotti, dopo aver preso parte ai lavori assembleari e avere ascoltato quanto presentato in quell’occasione. “Oggi – continua Crotti – viene proposta una formula diversa: una percorso deliberativo che deve passare per le Assemblee e non per i Consigli di amministrazione (come invece veniva proposto la scorsa primavera). Tuttavia sul progetto sappiamo ancora poco: i lavori di giovedì scorso hanno offerto solo contenuti tecnici (proprio da uno di questi è emerso chiaramente come la delibera che ci era stata proposta non fosse corretta); ma senza un vero confronto economico e politico sui reali benefici per il nostro territorio (confronto tra l’altro, reso impossibile dal fatto che i dirigenti non erano presenti all’incontro, al quale sono invece intervenuti solo funzionari e consulenti)”.

Crotti, insomma, spiega che non è ancora chiaro “quale sia l’ossatura del progetto: piano industriale, assetto organizzativo non sono ancora sul tavolo”. Il presidente piacentino chiarisce però anche che il Consorzio da lui guidato “è da sempre favorevole ai progetti di integrazione e di cooperazione con altre strutture; anzi proprio in questi va ricercata la possibilità di stare sul mercato. Il tutto sempre però nella logica di valorizzare le strutture cooperative e soprattutto di fare l’interesse dei Soci e delle loro aziende”. “Proprio qui – continua Crotti – vediamo il punto debole del progetto Consorzi agrari d’Italia che “francamente sembra più orientato a logiche riconducibili a operazioni finanziarie, che a quelle che ci devono appartenere, che mettono al centro i Soci e le loro aziende. Non a caso la compagine continua ad essere quella di alcuni mesi fa e mancano nel gruppo realtà significative come il Consorzio agrario del Nord Est”.

Infine, una considerazione sulla storia recente della cooperativa piacentina, che vanta come è noto oltre 120 anni di storia a supporto dell’agricoltura del nostro territorio: “il nostro Consorzio c’è ancora, a differenza di altri e gode di ottima salute, con un bilancio in crescita da 13 anni. Si tratta di risultati prestigiosi che non sono certo dovuti alla fortuna, ma che vanno ricercati in scelte coraggiose da chi ci ha preceduto, che in più di un’occasione ha saputo andare anche controcorrente. Proprio della lungimiranza di queste scelte oggi possiamo godere, ma non possiamo non sentire la responsabilità”.

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