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Nuovo patto per la legalità a Piacenza, sindacati e Libera “Serve uno scatto di orgoglio della città”

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Nuovo patto per la legalità a Piacenza: lo propongono i sindacati e Libera per promuovere “Uno scatto di orgoglio della città”.

“Lo impone – affermano – gli episodi più recenti della storia di Piacenza, dalla vicenda Caruso agli immobili e terreni sequestrati alla mafia, la condizione attuale di grande fragilità economica e le sfide che il territorio si troverà ad affrontare, uno su tutti l’appalto per il nuovo ospedale di Piacenza. Ad annunciare il progetto la presidente provinciale di Libera, Antonella Liotti, e i segretari dei sindacati confederali Gianluca Zilocchi (Cgil), Michele Vaghini (Cisl), Francesco Bighi (Uil), in concomitanza con la giornata dedicata alle vittime delle mafie.

Ecco gli ambiti di intervento proposti

Appalti pubblici e privati

Si propone di definire un aggiornamento del protocollo con il Comune di Piacenza sugli appalti pubblici del 27/09/2016, estendendolo a tutti gli Enti del territorio, con particolare attenzione agli aspetti di seguito indicati, prevedendo che le clausole e i diritti condivisi nel protocollo a tutela della legalità, dei diritti dei lavoratori e della qualità del lavoro siano resi esigibili dalle stazioni appaltanti indipendentemente dalle modalità di assegnazione/affidamento dell’appalto:

– istituzione delle centrali uniche di committenza;

– confronto preventivo in relazione agli appalti che, per dimensione quantitativa e/o qualitativa, presentano carattere di rilevanza economico/sociale per il territorio;

– rafforzamento nei bandi di gara dei requisiti qualitativi e reputazionali (rating di legalità ed elenchi di merito);

– adozione, quale criterio selettivo per la aggiudicazione degli appalti, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

– clausola sociale;

– limiti al ricorso del subappalto;

– applicazione del CCNL in base alla tipologia di servizi prevalente;

– responsabilità solidale;

– salute e sicurezza sul lavoro;

– adozione di un sistema di controlli e vigilanza nelle fasi esecutive degli appalti, con il coinvolgimento attivo delle Organizzazioni Sindacali;

– ecc…

Si rende necessario completare l’aggiornamento del protocollo sulla Logistica sottoscritto con la Provincia di Piacenza il 12/10/2012, anche alla luce delle intese successivamente intervenute con importanti imprese locali.

Rafforzamento dei presidi antimafia
– abbassamento delle soglie previste dalla normativa nazionale per quanto attiene le comunicazioni antimafia, tenuto conto di quanto previsto nell’”intesa per la legalità”, tra la Regione Emilia-Romagna e Prefetture-Ugt dell’ Emilia-Romagna del 9 marzo 2018, dall’art.32 della Legge Regionale 18/2016 dell’Emilia Romagna, nonché dalla nuova disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio (L.R. 24/2017);

– funzionamento dell’elenco dei fornitori, esecutori di lavori o prestatori di servizi non soggetti a tentativi di infiltrazioni mafiose (cosiddette “white list”), istituite presso le Prefetture ai sensi della legge 190/2012

– piena attuazione ai controlli antimafia secondo quanto previsto dall’art.32 della Legge Regionale 18/2016 in riferimento all’efficacia dei titoli abitativi

Caporalato / Rete del lavoro di qualità
– definizione di azioni di contrasto ai fenomeni di caporalato in particolare in agricoltura dando piena applicazione alla Legge 199/2016 con la promozione della sezione territoriale della “Rete del lavoro di Qualità” e definendo una Rete di protezione e tutela per le vittime di caporalato con il coinvolgimento delle Istituzioni locali e con particolare attenzione al tema abitativo e all’inserimento sociale attraverso i servizi preposti.

Rafforzamento dei presidi anticorruzione

Sviluppo del ruolo proattivo degli Enti Locali nel contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di dare piena attuazione alla legge 190/2012; impegno alla costituzione di Reti per l’integrità e la trasparenza, quale sede di confronto volontaria alle quali possono partecipare i responsabili della prevenzione della corruzione e i responsabili per la trasparenza degli Enti Locali del territorio di Piacenza e di tutti gli altri Enti da essi controllati.

Sviluppo di un adeguato sistema di relazioni e confronto a livello di singolo Ente o Società partecipata con le Organizzazioni Sindacali sui Piani Anticorruzione, sulla loro gestione e sulla implementazione delle necessarie attività formative.

Monitoraggio periodico da parte del Tavolo provinciale per la Legalità della attività di definizione dei piani anticorruzione e delle modalità di gestione messe in atto nei singoli Enti.

Beni sequestrati e confiscati
La L.R. 18/2016, in particolare gli articoli 19-20-21 e il nuovo Codice Antimafia hanno definito una nuova importante strumentazione finalizzata ad intervenire sui beni sequestrati e confiscati, con l’obiettivo, tra gli altri, di accelerare la destinazione a fini sociali, anche transitoria, dei beni sottratti alla criminalità organizzata, sin dalla fase del sequestro, e favorire la continuità produttiva ed occupazionale per le aziende sequestrate o confiscate. L’ANBSC ha emanato linee guida finalizzate alla gestione dei beni confiscati. Con il Tribunale Distrettuale di Bologna è stato sottoscritto nel settembre 2017, ed è in fase di rinnovo, uno specifico Protocollo riguardante la gestione dei beni sequestrati e confiscati, con l’obiettivo di prevedere analoghe intese successive con i Tribunali provinciali. E’ pertanto necessario indicare tale importante tema tra le finalità della costituzione del Tavolo provinciale. Favorire, altresì, la sottoscrizione di una specifica intesa con il Tribunale di Piacenza.

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