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“Estranea alla decisione: ok a moschea conclusione di iter burocratico avviato da Dosi”

L’ok al cambio di destinazione d’uso da ‘centro culturale’ a ‘luogo di culto’, che sancisce di fatto l’arrivo di una moschea a Piacenza, è frutto di un iter burocratico avviato nel 2016 dall’amministrazione Dosi, che attribuisce una classificazione urbanistica che ammette l’insediamento di luoghi di culto in aree dedicate a tessuti produttivi.

Lo chiarisce in una conferenza stampa convocata ad hoc l’assessore all’urbanistica di Piacenza, Erika Opizzi, travolta in queste ore dal fuoco amico dei partiti di centrodestra, pur con qualche eccezione. Una procedura meramente burocratica, affrontata direttamente dagli uffici, e che al momento risulta essersi conclusa in maniera corretta. Opizzi dice che la documentazione verrà nuovamente esaminata, ma fa presente che il mancato accoglimento di una richiesta legittimamente formulata e presentata, potrebbe esporre il Comune “a responsabilità dal punto di vista amministrativo e forse anche penale”.

Aspetti questi ribaditi anche dal segretario generale di palazzo Mercanti, Roberto Maria Carbonara. “Su questa vicenda non vi è stata alcuna scelta politica sulla vicenda. Si tratta di automatismi tecnici, frutto di una scelta fatta in un altro momento. Passaggi tecnici che non ammettono discrezionalità: se l’assessore fosse intervenuta per bloccare, il suo comportamento sarebbe stato scorretto”. Opizzi ribadisce che la sua posizione, sul tema, è nota da tempo, con le battaglie fatte sui banchi dell’opposizione (“mai tollerato i luoghi di culto abusivi in città”) e fa presente come questa vicenda sia ben diversa da quella del centro di via Mascaretti.

“Mi vedo oggi tirata in ballo per una questione in cui chi parla non ha, non ha mai avuto e non potrà mai avere un ruolo e sfido chiunque a trovare una mia firma su qualsiasi provvedimento – dice l’assessore -. Nel maggio 2019 è stata presentata una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) da parte dell’associazione culturale islamica, respinta perché all’esame della documentazione sono state riscontrate carenze formali. L’11 marzo 2020 è stata presentata una nuova pratica: durante l’iter istruttorio della pratica è stata presentata un’integrazione in agosto, con il documento di attribuzione di codice fiscale e dell’atto di costituzione dell’associazione Comunità religiosa musulmana di Piacenza. In settembre è stato richiesto, da parte degli uffici, la presentazione di una nuova segnalazione di conformità edilizia e di agibilità, vista la nuova destinazione d’uso, così come la verifica degli impianti e la dimostrazione che i locali fossero accessibili sotto il profilo del superamento delle barriere architettoniche. Concluse queste nuove integrazioni, l’istruttoria è stata chiusa con esito positivo il 7 dicembre 2020″.

L’assessore quindi ribadendo che in questa vicenda non vi sono responsabilità politiche, lascia “al sindaco la più totale disponibilità alle dimissioni”. Rispetto alle critiche arrivate dagli alleati, Opizzi ribadisce “io sono l’assessore di tutta Piacenza, questo spettacolo non mi riguarda”.

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