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Operatori Rsa, a Piacenza 519 su 1937 non sono vaccinati

Operatori Rsa (residenza sanitaria assistenziale), a Piacenza 519 su 1937 non sono vaccinati. Sono questi i dati forniti ai sindaci e ai sindacati confederali, durante l’ultima seduta della conferenza socio sanitaria via streaming.

A fare il punto della situazione Carolina Cuzzoni, che coordina la task force sulle Rsa da inizio emergenza, rispetto all’andamento delle vaccinazioni anti covid su ospiti e personale. Per quanto riguarda gli ospiti delle Rsa, ne è già stato vaccinato circa il 90%. I degenti in provincia di Piacenza sono in tutto 2117, di questi, ha detto Cuzzoni, sono stati definiti ‘vaccinabili’ in 2030 (la quota restante ha pregresse patologie o non vuole dare il consenso). Hanno completato il percorso di vaccinazione in 1781, con la seconda dose, mentre hanno ricevuto la prima dose in 108. Sul fronte degli operatori delle strutture, 1937, hanno completato l’iter 1132 persone, mentre hanno ricevuto la prima dose 286. Questi significa che in 1418 hanno aderito alla campagna vaccinale, dalla quale restano fuori al momento 519 addetti.

Pasquale Turano, responsabile dell’unità operativa di Geriatria territoriale, ha riportato l’attenzione sugli ospiti delle rsa: dall’inizio della pandemia ad oggi, 876 hanno contratto il virus e sono guariti, mentre i decessi da covid sono stati 261. “Monitoriamo i dati settimanalmente di tutte le residenze presenti sul territorio, sia per anziani che per disabili – ha detto il dottor Turano -; nel mese di gennaio e nella prima settimana di febbraio abbiamo avuto dati in crescendo, con fino a 129 ospiti positivi in struttura e 41 ricoverati. Ora la situazione è nettamente migliorata, con 16 casi positivi in struttura e 4 ricoverati. I dati su base regionale mostrano come a Piacenza in questa seconda ondata il numero dei contagi sia rallentato, a differenza di altre realtà dell’Emilia Romagna. La stessa cosa si può dire degli operatori, nel periodo di gennaio – febbraio 2021. Sono 59 gli operatori contagiati in quel lasso di tempo, a ieri invece erano positivi solo in 4”.

Angela Calò, segretario generale aggiunto della Cisl Parma e Piacenza, ha chiesto aggiornamenti relativamente alla campagna vaccinale rivolta agli anziani in assistenza domiciliare. “Un’attività – ha ricordato la presidente della conferenza socio sanitaria, Lucia Fontana sindaco di Castelsangiovanni – che a Piacenza si è già avviata e conclusa e di cui verrà chiesto un report all’azienda sanitaria. Fermo restando – aggiunge – il grande tema delle badanti, rimaste finora escluse dalle vaccinazioni, nonostante siano a stretto contatto con i nostri anziani più fragili”. Luigino Baldini, segretario Spi Cgil, ha sollevato invece il problema di una campagna vaccinale che va a rilento, escludendo una fetta consistente di popolazione ‘fragile’, quella compresa tra i 65 e i 75, oltre a porre il tema del numero non trascurabile di operatori Cra che non si è ancora sottoposto alla vaccinazione. “Qui ci sono persone fragili che vanno tutelate” ha detto.

“E’ una problematica, quest’ultima, che abbiamo ben presente -l’intervento del sindaco Fontana – e che riguarda anche una parte del personale sanitario. Ne stiamo parlando con l’Ausl: ci confrontiamo sulle possibile soluzioni in un Paese di diritto come il nostro, dove sono salvaguardati i diritti di tutti e poco i doveri. Ognuno poi valuterà – e mi riferisco ai datori di lavoro – quelle che sono le soluzioni praticabili sulla scorta della normativa vigente”.

“Abbiamo chiesto questo confronto nei mesi scorsi, a novembre, quando la situazione era diversa rispetto all’attuale. Lo dico senza polemica ma se c’è una cosa che questa pandemia ci ha insegnato – il commento del segretario provinciale Cgil Gianluca Zilocchi – è che sulle Cra e sulle strutture per i nostri concittadini più fragili va tenuta alta l’attenzione, concentrando energie e risorse per potenziarle, rendendole più sicure e moderne, sia per quanto riguarda gli immobili che le ospitano sia dal punto di vista del personale, abbandonando visioni campanilistiche ma dal punto di vista di tutta la provinciale”. Francesco Bighi, segretario provinciale Uil, ha fatto presente come il 75% del personale sanitario dell’Ausl sia stato vaccinato e l’impegno, da parte della direzione dell’azienda, a non mettere in prima linea medici e infermieri che hanno rifiutato il vaccino. “Negli ultimi mesi l’età dei contagiati si è abbassata, quindi c’è un problema anche legato alla popolazione attiva e non solo agli anziani – ha detto -. Dobbiamo trovare il modo, quando arriveranno quantitativi più consistenti di vaccini, per estendere la campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici di famiglia”.

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