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“Pazienza e passione sono i segreti per far rivivere motori d’epoca” fotogallery

“Possedere un’auto d’epoca non è semplicemente avere un mezzo di trasporto. Ci vuole passione, cura e saper apprezzare i dettagli a volte così lontani dalle auto di oggi, così come la mancanza di optional che oggi sono diventati irrinunciabili”.

A spiegarcelo è Devis Pasini, titolare assieme allo zio Rodolfo Soprani dell’autofficina “Pasini e Soprani”. L’officina nasce nel 1967 a barriera Torino, a Piacenza, col nome di “Bisagni e Pasini”, da subito specializzati nella revisione dei carburatori. Nel 1983 l’officina si trasferisce in via Mentovati, dove diventa autorizzata Weber, Solex, Dellorto e Alfa Romeo (marchio detenuto fino a poco tempo fa). Nel 1989 arriva anche Devis come garzone, e porta avanti la tradizione del papà Renato Pasini, appassionandosi ai motori e ai carburatori. Nel 2002 viene a mancare il socio Ermanno Bisagni e nel 2006, purtroppo anche Renato Pasini. Tocca a Devis continuare l’avventura con lo zio Rodolfo Soprani.

“La passione chiama passione e i proprietari di auto d’epoca ci hanno preso come punto di riferimento” dice Devis, che ci accoglie offrendoci un caffè. Sul bancone di lavoro, tra mille chiavi e strumenti del mestiere prepara la moka, accende il fornelletto da campeggio e racconta del suo lavoro e della sua passione. “Per sistemare un’auto che ha già diversi decenni alle spalle ci vuole tempo. Al bar ci vuole un attimo per fare un caffè, ordini al barista e lui te lo mette nella tazzina, lo bevi, lo paghi e vai. Ma a me il caffè piace con la moka. Per fare un tagliando ad un’auto moderna ci vuole una giornata, al mattino il cliente la porta in officina e al tardo pomeriggio la ritira – dice -. Ecco, con un’auto d’epoca ci vuole pazienza. Potrebbe volerci una settimana, perché forse un bullone si è rotto, un altro pezzo va ordinato e bisogna andare a cercare i pezzi di ricambio, e non è sempre immediato, delle volte infatti parliamo di auto che sono fuori produzione da tantissimi anni”.

Fa capolino una simpatica cagnolina. “Si chiama Gas, è la mia aiutante e tiene tutto sotto controllo – dice scherzosamente, facendole una carezza -. Di giorno è qui in officina ma quando torniamo a casa dorme beata sul divano”. “Riparo le parti meccaniche delle auto sia d’epoca ma, ovviamente anche delle auto che sono tutt’ora in commercio. La mia è una passione che è nata fin da quando ero ancora un bambino: mio padre lavorava in officina e io pian piano mi sono appassionato a questo lavoro. Mi capita di aggiustare quegli stessi modelli di auto che mio padre sistemava, e delle volte anche auto ancora più vecchie”.

“Al momento sto sistemando una Due Cavalli Citroën di un cliente, poi una Seicento Fiat che è rimasta ferma per più di 30 anni, e ora è di un giovane ragazzo che si è innamorato di lei. Su questa Seicento c’è parecchio lavoro da fare: freni, impianto idraulico, parte meccanica, tutto da sistemare”. Ci spostiamo vicino al ponte di sollevamento, Devis ci mostra un’Alfa Romeo di un altro suo cliente. “Questa una mitica Alfetta rapina (detta così perché era la macchina preferita dai rapinatori negli anni ’70, ndr), con questa sono già a buon punto sul sistemare il retrotreno posteriore ma poi dovrò mettere mano al motore e ad altre sue parti: per farla tornare di nuovo efficiente. Dall’altra parte del capannone anche una Lancia Fulvia 1300 Rally. Anche questa di un privato, e l’abbiamo finita da poco: in questi giorni verrà riconsegnata”.

“Personalmente sono anche molto appassionato di moto d’epoca: al momento in officina abbiamo una Moto Guzzi e una Sertum del 1947, entrambe completamente restaurate, così come la mia Vespa che uso d’estate”. “E ci si diverte, si passa il tempo e si diventa vecchi. Però aggiustando queste macchine ci si sente sempre giovani – scherza – perché le macchine sono più vecchie di me”.

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