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Disordini davanti alla Tnt, 29 indagati e due arresti. “Condotte violente, non legittima attività sindacale”

“Condotte particolarmente violente e che non hanno nulla a che fare con il legittimo esercizio dell’attività sindacale”.

Sono le parole del Procuratore della Repubblica Grazia Pradella che in questura a Piacenza ha spiegato le accuse che hanno portato alle misure cautelari (due restrittive degli arresti domiciliari e cinque divieti di dimora in Provincia di Piacenza) nei confronti di sette persone aderenti al sindacato autonomo Si Cobas e del collettivo Controtendenza, a seguito della protesta inscenata davanti al magazzino logistico della Fedex-Tnt tra la fine di gennaio e l’inizio del febbraio scorsi. Il Procuratore Pradella ha riferito che le persone indagate sono in tutto 29 e il blocco dei camion era iniziato il 28 gennaio, con l’accensione di falò e il posizionamento di oggetti, occupando il suolo pubblico antistante e retrostante il polo logistico, invadendo una porzione importante della strada. Alla protesta hanno parteciparto circa una cinquantina di persone.

Dalle prime ore della mattina, la Polizia di Stato ha eseguito un’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza, finalizzata all’esecuzione di ventuno perquisizioni delegate ed all’applicazione di sette misure cautelari (due restrittive degli arresti domiciliari e cinque divieti di dimora in Provincia di Piacenza) nei confronti di esponenti del sindacato Si Cobas di Piacenza e di membri del collettivo Controtendenza, ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso tra di loro, dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesione personale aggravata e violenza privata, occupazione del suolo pubblico aggravata”.

VIDEO – L’INTERVISTA AL PROCURATORE PRADELLA

LE INDAGINI – L’indagine deriva dai fatti verificatisi nella serata del primo febbriaio, quando, nei pressi del magazzino TNT-Fedex di Piacenza. Secondo le autorità, gli indagati avrebbero risposto al tentativo delle forze dell’ordine di rimuove il blocco dei mezzi pesanti con una fitta sassaiola che ha provocato il ferimento di quattro agenti della Polizia di Stato. Contestualmente, gli investigatori stanno provvedendo ad effettuare la notifica delle violazioni della normativa anti-covid per un totale di 13milia e 200 euro, oltre a l’applicazione di quattro misure di prevenzione dell’avviso orale e cinque avvii di procedimento per altrettante revoche del permesso di soggiorno.

Maria Grazia Pradella

LE PAROLE DEL PROCURATORE – “I fatti sono recentissimi – ha sottolineato il Procuratore Pradella – e hanno per oggetto fatti iniziati il 28 gennaio e conclusi il 5 febbraio. Sono dei reati comuni che nulla hanno a che fare con l’esercizio legittimo e costituzionalmente garantito dell’attività sindacale. Questo è un punto da chiarire immediatamente, perchè i fatti riguardano nella sostanza il blocco attuato in entrata e in uscita di camion con merci di vario tipo, anche di prima necessità, dal polo logistico della Tnt. Attività che è proseguita con un metodo violento e scomposto, sino a giungere a un grave episodio di resistenza ai danni delle forze dell’ordine intervenute, tra cui la polizia di stato e reparti chiamati da altre città come Milano, coadiuvati da appartenenti dall’Arma dei carabinieri”.

“I responsabili di queste azioni sono stati individuati con precisione – ha proseguito – attraverso una capillare attività di riprese filmate e appartengono ai Si Cobas e al movimento antagonista piacentino. Voglio sottolineare che non vi era nessuna pretesa sindacale portata avanti da questo gruppo di facinorosi, perchè si tratta di dipendenti della Tnt dediti al facchinaggio, abbiamo acquisito le loro buste paga e sono ricompensati con somme mediamente corrispondenti a 2mila euro netti, somme percepite in misura sicuramente maggiore rispetto ai lavoratori che hanno bloccato, intendo dire gli autisti e gli spedizionieri e le persone che si erano occupate della spedizione delle merci costrette a non lavorare”.

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