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Rifiuti, a Piacenza in calo la produzione pro capite (-1,6%). Differenziata al 70,2% (+1,5%)

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Nel 2019 (ultimo dato disponibile) a Piacenza la produzione totale di rifiuti urbani e assimilati è stata di 201.026 tonnellate, corrispondente a una produzione pro capite di 699 kg/ab., in calo (-1,6%) rispetto al 2018.

E’ quanto emerge dal rapporto la gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna – Report 2020. Elaborato annualmente da Arpae e Regione Emilia-Romagna, il documento sintetizza i dati conoscitivi sulla gestione dei rifiuti urbani e speciali in Emilia-Romagna. Le cifre relative ai rifiuti urbani si riferiscono all’anno 2019 e per gli speciali al 2018.

A livello regionale – si legge nel dossier  – si rileva una seppur lieve diminuzione della produzione totale di urbani che si attestata a 2 milioni e 986 mila e 223 tonnellate, con un decremento dello 0,9% del pro capite rispetto al 2018. A questo corrisponde un nuovo record della raccolta differenziata che tocca quota 71%, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente, superando così ampiamente la soglia del 65% prevista come obbligo normativo nazionale. Si tratta di oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati, pari a 473 kg per abitante, 16 in più a testa rispetto al 2018. Prosegue quindi il trend in continua e costante crescita degli ultimi diciassette anni, in cui la raccolta separata di carta, vetro, alluminio e umido è più che raddoppiata a partire dal 28% del 2002.

Mappa rifiuti 2019

Cresce la differenziata anche a Piacenza, che nel 2019 si attesta al 70,2% (+1,5% rispetto al 2018).  Tradotto, significa che su  201.026 tonnellate di rifiuti, 141.193 rientrano nella raccolta differenziata, mentre 59.833 sono indifferenziati.

Mappa rifiuti 2019

EFFETTO COVID SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI – Il report sui rifiuti analizza il biennio precedente a quello dello scoppio della pandemia. Ciononostante non manca una previsione su come lockdown e restrizioni potranno incidere su questo tema. La pandemia sta continuando a comportare importanti ripercussioni anche nel settore dei rifiuti – si legge -, ancora difficili da quantificare e che potremo analizzare con maggiore dettaglio a inizio 2022, in occasione della presentazione del Report aggiornato con dati 2020. È già tuttavia possibile prevedere che, con riferimento agli urbani, si potranno registrare ricadute sulle rese delle raccolte differenziate e del riciclaggio, dovute all’assunzione delle misure del lockdown e alla diffusione dell’epidemia, così come ripercussioni sulla produzione dell’indifferenziato. Relativamente ai rifiuti speciali, invece, ci si può ragionevolmente attendere una riduzione della produzione complessiva, con ricadute negative sulle attività di recupero.

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