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Scontro sulle osservazioni all’area del nuovo ospedale. Opizzi: “Entro marzo progetto di fattibilità”

Al via la lunga maratona in consiglio comunale dedicata al confronto sull’area destinata alla realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza.

Sotto i riflettori le 14 osservazioni con le relative controdeduzioni, e le 13 riserve della Provincia formulate alla variante urbanistica al Psc. Variante che individua la “macroarea 6” della Farnesiana collocata all’esterno della tangenziale sud confinante con il carcere delle Novate e la strada provinciale di Carpaneto – designata dall’amministrazione per costruire il nuovo nosocomio. Tutte le 14 osservazioni sono state respinte (e controdedotte) dall’amministrazione, al contrario delle 13 riserve tutte accolte.

LA DIRETTA DAL CONSIGLIO COMUNALE

L’assessore comunale all’Urbanistica Erika Opizzi ha precisato che entro fine marzo l’azienda sanitaria presenterà il progetto di fattibilità del nuovo ospedale. Nella sua relazione ha ripercorso l’iter decisionale che ha portato alla scelta della superficie numero 6 (scelta tra le sei individuate nella fase istruttoria) dove verrà insediata la struttura, i criteri che hanno portato alla decisione e le varie analisi e perizie tecniche svolte dall’amministrazione per approfondire le compatibilità sismiche e idrogeologiche. “Tutti approfondimenti che non hanno offerto valutazioni ostative alla scelta dell’area” – ha precisato la Opizzi. Sui paventati rischi idraulici il rimando è stato alla relazione dei tecnici incaricati che li esclude. Quanto al contenimento del consumo di suolo, rispedite al mittente anche in questo caso le diverse osservazioni incentrate su questo argomento: “Dal primo gennaio 2018 il Comune di Piacenza ha un saldo di consumo di suolo pari a zero”.

Controdedotti pure i rilievi di natura tecnica provenienti dell’architetto Claudio Maccagni che contestano l’esigenza di costruire una nuova struttura ospedaliera, non inserita nella pianificazione urbanistica locale e ma proposta dalla conferenza socio sanitaria. “Le osservazioni del Consorzio di Bonifica sui rischi idrogeologici – ha puntualizzato la Opizzi – sono ascrivibili alla fase progettuale del nuovo ospedale e non alla scelta dell’area oggetto della variante urbanistica”.

consiglio comunale web

Il dibattito in aula (con una parte dei consiglieri collegati da remoto) è iniziato intorno all’osservazione numero 1 presentata dall’azienda agricola “Gli Spinoni” sugli effetti che l’insediamento del nuovo ospedale avrebbe sull’attività agricola attualmente condotta all’interno della superficie prescelta.

Molto critico il consigliere Roberto Colla (gruppo misto) sulla scelta operata dell’amministrazione: “La macroarea 6 prescelta non è idonea perchè non è ipoteticamente urbanizzabile, a differenza di quella numero 5 (quella posta all’interno del perimetro della tangenziale ndr), non possiamo pertanto assimilare le due situazioni”. Tema sollevato anche quello dei costi per l’acquisto dell’area: “Prendiamo anche in considerazione un eventuale contenzioso sui costi che potrebbe dilatare i tempi, non ci sono state risposte a questo rischio”.

Massimo Trespidi (Liberi) ha contestato la sostanza del dibattito: “Su 14 osservazioni presentate quelle pertinenti all’area 6 sono soltanto 5 o 6, per il resto stiamo discutendo sul niente”. Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle ha parlato di “occasione persa per la città” sottolineando che una discussione così importante avrebbe meritato una partecipazione diversa”. Stefano Cugini (Pd) ha ripetuto la contrarietà nei confronti della scelta della giunta comunale: “Lo abbiamo già detto, pensiamo che quella 6 sia l’area più sbagliata possibile dove realizzare un nuovo ospedale, per una serie di ragioni, come il consumo di suolo, la contiguità al carcere, noi abbiamo proposto un piano B e non abbiamo cambiato idea”.

Antonio Levoni (Liberali Piacentini) ha fatto notare: “Ogni area alternativa a quella designata avrebbe problemi simili, il vero problema è quello di ottimizzare il tempo che abbiamo per procedere più speditamente. Applichiamo il modello Genova per la costruzione del nuovo ospedale”. Michele Giardino (gruppo misto) ha difeso la scelta di natura politica della maggioranza di centrodestra: “Concentriamoci sui temi specifici della decisione sull’area e non sui possibili ricorsi”. Giancarlo Migli di Fratelli d’Italia ha ribadito sull’osservazione 1: “L’interesse pubblico deve prevalere su quello privato”, mentre Gianpaolo Ultori dei Liberali ha respinto il rilievo sull’eccessiva vicinanza del carcere al nuovo ospedale: “In città come Cremona e Voghera gli attuali ospedali sono stati costruiti in aree confinanti con le carceri, a una distanza inferiore da quella che separerà il nostro dalle Novate”.

Giulia Piroli (Pd): “Il rischio di ricorsi non è campato per aria ed un fatto che va considerato, l’amministrazione comunale con questa area ha scelto la strada più impervia e più difficile. Non è in discussione la necessità di un nuovo ospedale, spiace per questo che la strada scelta ce lo farà avere in tempi molto lunghi”. Per Samuele Raggi (gruppo misto) serviva più coraggio: “Invece di consumare suolo si dovevano recuperare aree urbane come ha fatto Parma”.

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