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Si Cobas in piazza sabato: “Non ci facciamo intimidire”

“Quel che sta accadendo in queste ore a Piacenza rappresenta il primo vero biglietto da visita dell’”era-Draghi”: fermi, perquisizioni e arresti domiciliari per chi difende i lavoratori dai soprusi padronali, in continuità con i decreti-sicurezza dei governi precedenti; difesa manu militari verso chi sfrutta, licenzia, affama e utilizza la crisi pandemica come alibi per continuare a moltiplicare i profitti sulla pelle degli operai e della collettività”.

Lo scrive in una nota il sindacato autonomo Si Cobas dopo le misure cautelari disposte dalla Procura della Repubblica di Piacenza contro alcuni suoi aderenti. Nella stessa comunicazione viene annunciata una manifestazione di protesta per sabato prossimo alle 14 e 30. “E’ evidente – affermano – che ci troviamo di fronte a un tassello di un più ampio attacco repressivo, che vede nei lavoratori di Piacenza il bersaglio privilegiato per via delle importanti iniziative di lotta portate avanti in queste settimane, su tutte la grande manifestazione fuori ai cancelli di Amazon dell’8 marzo. Lo scopo è quello di colpire la punta più avanzata del movimento che più sta dando filo da torcere ai padroni, e screditare l’unica voce fuori dal coro che si sta levando contro il clima di “unità nazionale” e di pacificazione sociale di cui il governo Draghi è espressione”.

“Ma anche stavolta non ci lasceremo intimidire – conclude il comunicato – risponderemo decisi e compatti a queste montature giudiziarie e a ogni tentativo di infangare e diffamare il nostro movimento. Per questo facciamo appello a tutti i lavoratori, ai solidali, ai movimenti sociali e alle realtà del sindacalismo di classe e combattivo per costruire una grande manifestazione a Piacenza per il giorno sabato 13 marzo alle 14.30”.

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