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Vittime Covid, anche a Piacenza bandiere a mezz’asta “Un dolore che ci unisce”

Anche a Piacenza, come in tante altre città italiane, le bandiere esposte a mezz’asta dal Municipio e dagli edifici pubblici sono il simbolo di un sentimento che non si cancella. Sarà così giovedì 18 marzo, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus, quando il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri osserverà un minuto di raccoglimento in piazza Mercanti, come avverrà simbolicamente in tutti i Comuni aderenti all’iniziativa.

“Sentirò idealmente accanto a me – sottolinea – tutta la nostra comunità, partecipe nel ricordo degli oltre 1500 piacentini che hanno perso la vita, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, a causa del Covid. Questa è l’occasione in cui ribadire la vicinanza, nell’abbraccio sincero e commosso che vorremmo poterci scambiare oggi più che mai, a coloro che hanno pianto la scomparsa di familiari, amici, persone care, spesso senza neppure aver avuto il conforto di un ultimo saluto: sono lutti che in qualche modo appartengono a tutti noi, di cui condividiamo ancora oggi il dolore”.

“E un omaggio semplice ed eloquente come il silenzio, che sarà osservato anche negli uffici del Comune di Piacenza, esprime proprio il fatto che non ci sono parole adatte a descrivere ciò che abbiamo vissuto in questo anno, ma ciascuno ne porterà dentro per sempre la consapevolezza”.

Murelli (Lega) “Una data che unisce il Paese” – “Con l’approvazione al Senato della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime di Covid, il 18 marzo commemoriamo tutti i nostri connazionali che hanno perso la vita a causa del virus. L’approvazione della legge – afferma la parlamentare piacentina Elena Murelli (Lega) – è per me motivo di profonda commozione essendone prima firmataria per la Lega e relatrice. Grazie ai colleghi di Camera e Senato che hanno approvato all’unanimità la proposta, potremo ricordare ogni 18 marzo il giorno indelebile nella nostra memoria della colonna di mezzi dell’esercito che lasciavano Bergamo con le bare. Una sofferenza che accomuna l’intero Paese unito nella lotta a una pandemia sanitaria che provoca effetti devastanti anche alla nostra economia. Il 18 marzo resterà per sempre una data scolpita nei nostri cuori”.

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