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A Gragnano sì bipartisan alla mozione in sostegno del popolo del Myanmar

“I gravi problemi economici e sociali che le nostre comunità locali stanno vivendo non ci devono impedire di combattere silenzio e disinteresse nei confronti di popoli e luoghi dove si stanno violando palesemente i più elementari diritti umani. Per questo riteniamo, soprattutto in questo periodo Pasquale, che anche da una piccola comunità come la nostra possa e debba salire forte l’invito alle massime autorità nazionali ad assumere ogni iniziativa a tutela del popolo birmano oppresso da una spietata dittatura”. Così, interpretando i sentimenti di tutto il Consiglio Comunale di Gragnano Trebbiense (Piacenza) ha commentato il sindaco Patrizia Calza il 30 marzo a margine della votazione all’unanimità di un ordine del giorno nel quale i Consiglieri hanno espresso la propria vicinanza e la propria solidarietà al popolo del Myanmar, chiedendo l’immediata liberazione del premio Nobel Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici.

Proprio nei giorni giorni scorsi l’opinione pubblica è stata scossa da quella “che è stata chiamata la “Giornata della vergogna” con un record di uccisioni, si dice almeno novanta, tra la popolazione civile scesa in piazza sfidando l’esercito e la repressione della dittatura”.

“I filmati e le immagini che arrivano da qual Paese e che coinvolgono anche bambini fanno inorridire – continua il sindaco Calza -. Il Consiglio Comunale di Gragnano chiede che l’Italia si faccia promotrice di un’azione concreta per l’apertura di una fase di dialogo nel Paese invitando il Sindaco a trasmettere l’ordine del giorno alle massime figure istituzionali del nostro Paese”.

Nell’occasione Patrizia Calza ha comunicato ai consiglieri che si sta cercando di organizzare a Piacenza una iniziativa volta a favorire la mobilitazione dei Comuni, sulla scia di quanto sta facendo ANCI in altri territori, e di altre realtà e istituzioni locali.

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