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Aggredisce un capotreno sul Piacenza-Milano, immobilizzato dagli agenti: aveva un’ascia

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Capotreno aggredito nella serata del 22 aprile nella stazione di Piacenza: per fermare l’aggressore – che aveva con sé un’ascia – c’è voluto l’intervento di sei agenti della polizia.

E’ l’episodio incredibile accaduto a bordo di un convoglio 10884 di Trenord diretto a Milano intorno alle 21, denunciato con una nota dal sindacato Fit Cisl. L’aggressore è uno straniero 40enne, salito a bordo del treno a Piacenza in stato di ubriachezza e con un’ascia di 40 centimetri: è stato bloccato dagli agenti dopo l’allarme lanciato da un passeggero.

aggressione ascia treno

L’ascia sequestrata

“Troppo spesso il personale frontline delle aziende di trasporti passeggeri è lasciato solo e costretto ad affrontare situazioni rischiose, che non di rado sfociano in vere e proprie aggressioni. Necessitano immediati provvedimenti di istituzioni e aziende: serve un maggior supporto al personale, tornelli nelle principali stazioni (così come avviene negli aeroporti) e un potenziamento delle squadre di scorta e di protezione aziendale. Gli episodi che si sono verificati sui convogli ferroviari, sugli autobus e nei pressi delle stazioni della nostra regione ne sono una chiara e incontestabile dimostrazione”.

E’ questo l’ennesimo grido d’allarme lanciato da Aldo Cosenza, segretario regionale della Fit Cisl Emilia-Romagna. “Solo mercoledì scorso abbiamo denunciato il grave fenomeno delle aggressioni con la notizia di altri lavoratori aggrediti a bordo dei convogli nella stessa giornata, a cui vanno sommati i diversi episodi ai danni del personale a bordo dei bus. Ora basta”, rincara la dose Cosenza. “Da tempo – continua il sindacalista – abbiamo richiesto un deciso intervento delle istituzioni, e ciò sia a livello nazionale negli incontri con il Ministero delle Infrastrutture, sia a livello regionale. Tuttavia, nonostante le nostre continue sollecitazioni, il confronto con le istituzioni e aziende non c’è. Tanto che finora non è ancora stato predisposto un reale piano di prevenzione e sicurezza né per gli “addetti ai lavori”, né per gli utenti, con il solo risultato finale della totale inefficacia delle poche soluzioni adottate. Al di là della situazione generale ancora complicata, ricordiamo che le aziende devono garantire l’incolumità fisica e morale dei lavoratori, cosi come previsto nel codice civile e dai principii della Costituzione italiana”.

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L’aggressore immobilizato dagli agenti

“Ma ora i limiti sono stati ampiamenti superati, per questo chiediamo alle aziende di costituirsi parte civile, in modo che i lavoratori vittime di una aggressione possano intervenire nel processo penale contro l’aggressore per chiedere che quest’ultimo sia condannato non solo alla pena prevista dall’ordinamento, ma anche al risarcimento dei danni (sia morali sia materiali) subiti in conseguenza del reato”, conclude il leader regionale della Fit Cisl ER.

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“Serve maggiore impegno per la sicurezza sui treni e nelle stazioni. Quanto avvenuto ieri sera a Piacenza ne è la dimostrazione: troppo spesso il personale che sta agli sportelli o a contatto con il pubblico in altra maniera è solo, abbandonato e a rischio. La Regione deve intervenire sul governo perché nelle stazioni sia potenziata la presenza della Polizia e dei sistemi di videocontrollo”.

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