Audizione Farmacie Comunali Piacentine “Pronti a vaccinare, attendiamo Johnson&Johnson”

“Siamo pronti a partecipare alla campagna vaccinale. Alcuni dei nostri dipendenti hanno già dato la disponibilità a partecipare i corsi di preparazione, e siamo in attesa delle dosi Johnson&Johnson, il siero più adatto ad essere somministrato in farmacia”.

Così l’amministratore delegato della società partecipata al 48% del Comune di Piacenza, Mario Bisagni, durante l’audizione della commissione presieduta da Antonio Levoni, nel fare il punto della situazione rispetto all’attività di Farmacie Comunali Piacentine.

Preceduto dal presidente, Manuel Ghilardelli, l’ad Bisagni ha ricordato come il 2020 non sia stato un anno facile. Il covid ha ridotto, come in altri esercizi commerciali, il flusso dei clienti, soprattutto in orari prima quasi di punta, ossia la fascia oraria compresa tra le 19 e le 23, così come delle vendite. Calate le vendite di creme e altri prodotti di cosmesi, così come di farmaci come antibiotici e sciroppi per la tosse, non compensate da quelle di mascherine e gel igienizzanti, prodotti dal costo troppo limitato per generare ricavi significativi. L’amministratore delegato ha infine parlato di “delusione” per quanto riguarda la parafarmacia della stazione, un servizio anche in questo caso penalizzato dallo scarso afflusso di clienti, dovuto allo smart working rispetto al pendolarismo degli anni passati.

Complessivamente, la “contrazione dei ricavi è minore rispetto alla media del settore e il calo degli utili è minore rispetto a quanto preventivato”.

Tutto però è operativo in attesa dell’avvio della campagna vaccinale. “Ci siamo attivati per i tamponi, lo faremo anche per i vaccini. Siamo in attesa di indicazioni da parte dell’Ausl per l’avvio dei corsi per la somministrazione: quattro/cinque dei nostri dipendenti hanno già dato disponibilità a parteciparvi”.

Il consigliere Massimo Trespidi (Liberi) ha chiesto chiarimenti rispetto al bilancio e anche alla gestione del personale. “Mi risulta che sei dipendenti si siano dimessi e che due di loro abbiano avviato una vertenza nei confronti della società che, essendo partecipata dal Comune, potrebbe tradursi in un danno per palazzo Mercanti”.

“Non mi risulta che vi siano in essere vertenze legali – replica l’amministratore delegato -. Solo una persona ha mosso delle obiezioni, che non si sono però tradotte al momento in vertenza legale. Dei dipendenti citati, due sono andati in pensione e gli altri hanno trovato un altro lavoro. Riguardo al bilancio, se calano le vendite ma non l’utile, questo vuol dire che la società è gestita meglio”.

“Il consiglio è tranquillo sulla gestione del personale – interviene la consigliera di amministrazione Barbara Mazza -, due persone sono andate in pensione, altre due hanno aperto una propria attività, e non risultano essere avviate vertenze legali”.

Michele Giardino (Gruppo Misto) parte dalla premessa di non essere favorevole alla partecipazione pubblica in una società di questo tipo, perché ‘è una visione datata’. “Qual è il valore aggiunto delle farmacie comunali rispetto a quelle private” chiede.

Per Roberto Colla (Piacenza più) l’estensione dell’orario di attività, da parte delle Farmacie Piacentine, ha sicuramente dato uno stimolo in più ad altre attività per riformulare il proprio servizio. Riguardo alla parafarmacia della stazione, forse fino ad adesso è un’offerta poco conosciuta, dice il consigliere.

“All’inizio quella della stazione doveva essere una farmacia, non una parafarmacia. Poi in zona ne sono state aperte altre due, e si è deciso – risponde l’ad Bisagni – di aprire una parafarmacia che ha un’attrattiva diversa. Il suo futuro dovrà essere deciso dal prossimo consiglio di amministrazione, il nostro è in scadenza. Di certo, quell’attività perde 200 euro al giorno, più le spese di affitto e utenze”.

“Ribadisco – interviene di nuovo il consigliere Trespidi – che vi sono due cause legali in atto. Le dimissioni, che poi sono sempre volontarie, di sei dipendenti sono indice di un clima lavorativo deteriorato”.

 

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