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Bonaccini “Oltre 30mila dosi ieri in Emilia Romagna” Figliuolo “promuove” la Regione

”Abbiamo superato le 30mila somministrazioni, quando ne facevamo in media, tra le 21 e le 23mila al giorno. Ieri sera abbiamo voluto testare la macchina e si vedono i risultati. Ci auguriamo che arrivino prima possibile più dosi possibile. Questa regione per la sua organizzazione è in grado di somministrare più di un milione di dosi al mese”.

Lo ha spiegato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, a latere dell’incontro a Bologna con il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza covid, e il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. ”Se arriveranno le 50 milioni di dosi che sono attese entro fine giugno e le altre 80 milioni a fine settembre, entro fine dell’estate avremo vaccinato tutti gli emiliano romagnoli che si vorranno vaccinare”. E ha aggiunto che “per la prima settimana di maggio vogliamo terminare tutti gli ultra ottantenni, fare la prima dose a tutto il nucleo più alto dei settantenni e continuare però anche con le persone disabili, partendo dai più gravi, le categorie prioritarie. Prima mettiamo in sicurezza chi ha fragilità prima questo Paese potrà ripartire, riaprire, ed è quello che vogliamo”.

Dal canto suo il generale Figliuolo ha “promosso” l’organizzazione dell’Emilia Romagna: ”Questa regione è veramente a posto. Ieri e l’altro ieri ha fatto oltre 30mila vaccinazioni e quindi è sopra il target settimanale. C’era stato un accordo” per ”provare a forzare la macchina, a mandarla quasi a pieno regime. Perché poi quando si andrà a regime dovrà somministrare dai 38 a 40.000 dosi al giorno. La regione è capace con oltre 145 punti vaccinali, con l’accordo con i medici di medicina generale già fatto e in parte con le farmacie. Sono su questo soddisfatto”.

LA NOTA DELLA REGIONE  – Ieri 30mila somministrazioni, Emilia-Romagna pronta a salire ancora e ad andare a pieno regime. Over 80: prima somministrazione per il 73%, per loro vaccinazione completata a inizio maggio. Da lunedì 12 aprile al via le prenotazioni per 70-74enni. Oggi la visita agli hub vaccinali di Bologna e Ferrara del commissario Figliuolo e del capo della Protezione civile, Curcio, con il presidente Bonaccini

Rete vaccinale ulteriormente rafforzata: 143 i punti operativi da Piacenza a Rimini, oltre a uno delle Forze armate; 11 quelli aziendali attivabili, e prosegue la raccolta di ulteriore disponibilità di associazioni e aziende.

30mila somministrazioni solo nella giornata di ieri. Un test superato per la macchina vaccinale dell’Emilia-Romagna, pronta a salire a 45-50mila al giorno in presenza di forniture costanti e maggiori rispetto a quanto avvenuto finora. Attraverso una rete di 143 punti vaccinali in tutto il territorio regionale, oltre a uno delle Forze armate e altri 11 aziendali già attivabili.
Intanto, da lunedì 12 aprile la campagna vaccinale viene estesa alle persone dai 70 ai 74 anni, quindi i nati dal 1947 al 1951 compresi, che potranno prenotarsi utilizzando i consueti canali disponibili, dai Cup alle farmacie che effettuano servizio Cup, dal Fascicolo sanitario elettronico ai numeri di telefono attivati dalle aziende sanitarie.

Ed entro i primi di maggio è previsto il completamento delle vaccinazioni delle persone con più di 80 anni, con il 73% di loro che a oggi ha già ricevuto la prima dose.

Servono condivisione e unità per portare la campagna vaccinale a pieno regime nel Paese. Coesione che oggi è stata ribadita durante la visita in Emilia-Romagna del commissario all’emergenza pandemica, il generale Francesco Paolo Figliuolo, e del capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabrizio Curcio, cadenzata da una serie di appuntamenti e incontri istituzionali, a distanza, in Regione – con i prefetti, i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia – oltre al sopralluogo negli hub vaccinali della Fiera di Bologna, questa mattina, e della Fiera di Ferrara, nel pomeriggio, insieme al presidente Stefano Bonaccini.

“Una visita importante, che ci permette di lavorare ancor più a fondo e insieme a ciò che serve per uscire dalla pandemia, in primo luogo vaccinando di più. La priorità è questa- sottolinea Bonaccini- un obiettivo che si centra collaborando tutti quanti, e in questo concordo pienamente col presidente Draghi. Ringrazio quindi il commissario Figliuolo e il direttore Curcio per la disponibilità a essere qui oggi, una testimonianza tangibile del rapporto, costruttivo e costante, fra Governo e territori. E anche una soddisfazione per tutto il personale sanitario e gli operatori impegnati senza sosta nei punti vaccinali della Fiera di Bologna e Ferrara, così come in quelli di tutta la nostra regione e del Paese”.

“Qui- prosegue il presidente- trovano una Regione che prova a mantenere gli impegni che prende. Ieri abbiamo superato le 30mila vaccinazioni in un giorno, lo abbiamo fatto per testare la macchina regionale e la risposta dimostra che ciò che è mancato nei mesi scorsi non è stata l’organizzazione ma le dosi necessarie. Se davvero in Italia arriveranno i 50 milioni di dosi entro fine giugno e gli 80 milioni di dosi entro fine settembre- chiude Bonaccini-, l’Emilia-Romagna sarà in grado di vaccinare tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno entro l’estate, a partire dalle persone più fragili, secondo le indicazioni del Governo e della struttura commissariale”.

All’arrivo nella sede della Regione Emilia-Romagna, questa mattina, il primo incontro operativo che ha visto insieme al generale Figliuolo, al capo della Protezione civile, Curcio, e al presidente Bonaccini, gli assessori regionali alle Politiche per la salute e alla protezione civile, Raffaele Donini e Irene Priolo, il sottosegretario Davide Baruffi e la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Emma Petitti.

L’andamento della campagna vaccinale

Una visita che è stata anche l’occasione per fare il punto sull’andamento della campagna e sulla rete vaccinale, che è stata ulteriormente rafforzata: sono già 143 i punti operativi da Piacenza a Rimini, oltre a uno delle Forze armate; 11 quelli aziendali attivabili, ed è in corso, da parte della Regione e delle singole Aziende sanitarie, la raccolta di ulteriori disponibilità di associazioni e aziende.

Prosegue anche a pieno ritmo la somministrazione del vaccino, con la macchina organizzativa che solo nella giornata di ieri ha raggiunto le 30.675 fatte.

Per quanto riguarda il rafforzamento del personale sono 829 le persone assegnate al Dipartimento di Prevenzione e Sanità pubblica che svolgono, in tutto o in parte, attività di vaccinazione: 213 medici, 470 infermieri, 146 assistenti sanitari. Inoltre, sono stati assunti 106 medici e infermieri e sono pronti a diventare operativi 199 medici in formazione specialistica, con incarichi di 12 ore di lavoro settimanali.

Il programma vaccinale regionale prosegue dunque secondo il calendario, le fasce d’età e di priorità indicate a livello nazionale: le vaccinazioni al personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati; gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, le persone dai 75 anni in su; i cittadini con patologie critiche e con gravi disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica) a prescindere dall’età, oltre al personale scolastico e le forze dell’ordine.

A ieri sera, erano esattamente 1.055.314 le dosi somministrate, di cui 329.631 seconde dosi, quindi le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. E con la nuova apertura delle agende di lunedì la vaccinazione sarà estesa ai cittadini dai 70 ai 74 anni (250mila persone).

Sempre dalla Regione sono poi state fornite alle Aziende sanitarie alcune precisazioni sulla campagna vaccinale del personale scolastico, con la richiesta di garantire la vaccinazione anche a educatori di sostegno, tutor, conduttori di esperienze laboratoriali operanti nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, indipendentemente dalla natura giuridica pubblica o privata del datore di lavoro.

Tagliaferri (Fdi) a Figliuolo: purtroppo i dati dicono che anche in Emilia-Romagna siamo indietro con il vaccino

“Spiace dover ricordare al commissario Figliuolo che anche in Emilia-Romagna ci sono seri problemi sui vaccini antiCoronavirus come ricordato oggi da importanti organi di informazione, alcuni dei quali non certo sospettabili di essere avversi alla sinistra e a questo governo: in alcune province della nostra regione sono state bloccate le prenotazioni per gli under 60, il 20% tra i 75-79 anni rifiuta il vaccino inglese perché ha paura, la prossima settimana in città sono attese 25.000 dosi che ai ritmi attuali di vaccinazione basteranno per pochi giorni e dopo cosa succede?”.

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