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Danni del gelo alle colture, Coldiretti: “Pomodori, viti ed erba medica colpiti”

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Il crollo delle temperature, sottozero anche questa notte, mette a rischio i raccolti di tutta l’Emilia-Romagna, dopo un periodo di temperature miti che aveva favorito il risveglio della vegetazione, ora più sensibile al grande freddo che si è abbattuto in varie zone della regione con bufere di vento e neve anche a bassa quota.

È quanto emerge da un primo monitoraggio di Coldiretti regionale sugli effetti del maltempo sulle coltivazioni agricole. La nottata di gelo diffuso in Romagna – fa sapere Coldiretti – ha compromesso gravemente l’albicocco, con perdite superiori al 50% dei raccolti, ma sono presenti danni anche su pesche e nettarine. Colpiti duramente anche germogli e gemme del kiwi (appena risalirà la temperatura sarà possibile valutare l’entità dei danni e se ci siano possibilità di ripresa vegetativa). Dalle prime segnalazione raccolte i territori più duramente colpiti sono il forlivese e il ravennate dove si registrano danni anche sulla vite, che saranno quantificati nei prossimi giorni.

Danni anche in provincia di Ferrara con le gelate che hanno colpito alberi da frutta in piena fioritura come peschi, meli, peri e ciliegi. In pericolo anche le bietole appena seminate, i primi pomodori trapiantati e le colture orticole. Nel piacentino – comunica sempre Coldiretti il gelo ha fatto tabula rasa nei prati di erba medica e ha danneggiato gravemente le piantine di pomodori già trapiantate. Lo stesso vale per i germogli sulle viti, in particolar modo le uve bianche della Val Tidone, perché più avanti nella maturazione. Nel bolognese, dopo i danni subiti nelle scorse settimane da peschi e albicocchi, il timore è rivolto ora agli alberi di pere e mele, fioriti a cavallo di Pasqua grazie alle temperature quasi estive. Se giovedì notte, come previsto, si dovesse scendere a – 3 gradi oltre il 50% del raccolto sarebbe in grave pericolo. La provincia di Modena fa registrare danni su vigneti, in particolare le varietà più precoci come il Grasparossa con danni sulle gemme del 100%. Nella zona di Vignola albicocche colpite al 100%, ciliegie dal 30 al 50%, lo stesso vale per le susine. Critica la situazione delle pere anche in previsione del gelo che potrebbe riproporsi.

“L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – precisa Coldiretti – provoca danni gravissimi ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra di ortaggi e di fiori, soprattutto se si considera che i prezzi del gasolio sono in continua crescita da novembre. Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. Coldiretti si è prontamente attivata per segnalare alla Regione Emilia Romagna la grave situazione in cui si trovano le aziende e nei prossimi giorni verrà effettuato un monitoraggio sul territorio per quantificare i danni subiti”.

Confagricoltura “Danneggiate le eccellenze agricole e le produzioni vitivinicole della nostra regione” – “Ciò che si era salvato dopo l’ultima ondata di gelo del 18-20 marzo scorso, ora è andato perso. Mai come quest’anno, probabilmente, la frutta romagnola sparirà dai banchi del mercato come pure le ciliegie del comprensorio vignolese”. Lo sottolinea Confagricoltura Emilia Romagna: “Il brusco e prolungato crollo delle temperature – dalla mezzanotte di ieri a stamattina con punte fino a meno 6 gradi in pianura -, accompagnato un po’ ovunque da forti precipitazioni, gelate notturne e neve anche nella prima fascia collinare, ha interessato, in maniera estesa, tutta la regione e diverse produzioni agricole e vitivinicole”.

“Poco o nulla – spiegano – si raccoglierà sugli alberi di albicocche, susine, pesche, nettarine e ciliegie nell’area che va da Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna fino a Bologna, Ferrara e Modena, in pianura e collina. Danni anche sulle piante già germogliate di kaki e kiwi, sia giallo che verde, soprattutto negli impianti privi di un sistema antibrina e reti antigrandine, un mix che di fatto può far salire il termometro anche di 1 o 2 gradi. Le piogge e l’umidità hanno accentuato gli effetti delle temperature rigide nelle specie frutticole in piena fioritura, come il melo; danneggiati gli ovari dei fiori di pero.

“Sono in sofferenza, in Romagna, i vigneti del Sangiovese e del Trebbiano e quelli di uve bianche precoci, Pinot e Chardonnay; danni ingenti, nella zona di Modena, alle produzioni di Lambrusco e di Pignoletto ma anche ai ceraseti di amarene e ciliegie del comprensorio vignolese. Colpita tutta la provincia di Ferrara, in particolare il comparto frutticolo, dalle drupacee alle fragole in campo. Preoccupa infine – rileva l’organizzazione agricola regionale – lo stato di salute delle barbabietole da zucchero sui 18.000 ettari complessivi coltivati nel bacino emiliano-romagnolo di sui 5.000 ha nel ferrarese”.

Morrone (Lega) “Risorse per imprese colpite da gelate, territorio in ginocchio” – “Siamo fortemente preoccupati per gli ingenti danni che, dopo gli episodi dell’anno scorso, le gelate stanno procurando all’agricoltura del nostro territorio. Per tale ragione abbiamo chiesto, attraverso un’interrogazione al ministro dell’Agricoltura, di estendere al 2021 gli interventi economici previsti dal dl Rilancio, incrementando quindi il Fondo di solidarietà nazionale per risarcire le imprese danneggiate. Lo afferma in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone, segretario di Lega Romagna.

“Come ci informano le associazioni di categoria – scrive -, le gelate dell’anno scorso in alcune zone hanno colpito il raccolto fino al 100%, è necessario correre ai ripari da subito, tenendo conto dei cambiamenti climatici e prevedendo per questo misure strutturali, come la riforma del sistema assicurativo agricolo per garantire un vantaggio per gli agricoltori al verificarsi di questi eventi. Il fenomeno delle gelate è un grave danno per l’economia dell’Emilia-Romagna e per tale ragione ci siamo attivati per un anno intero, attraverso numerose iniziative parlamentari, per chiedere risarcimenti a favore delle imprese colpite. Alla luce di sostegni insufficienti da parte del governo Conte bis e di risposte inconsistenti da parte della giunta Bonaccini alla nostra richiesta di stanziare contributi a fondo perduto, anticipando i pagamenti della PAC, abbiamo portato ancora una volta in Parlamento le istanze di un’agricoltura in ginocchio e auspichiamo che si passi finalmente ai fatti”.

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